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Bolaffi Arte - Fotolitografie

Tra il 1969 ed il 1982, numerosi artisti internazionali furono incaricati di creare un'opera da inserire come copertina della rivista bimestrale sul mondo dell'arte dell'editore Bolaffi Arte; ciascuna grafica doveva essere realizzata con una tiratura di 5000 esemplari tutti numerati e firmati a mano dall'artista e dedicati al "CLUB dei 5000".

Molte di queste fotolitografie realizzate a più colori in offset le potete trovare nel nostro sito cliccando su"articoli preziosi" e di seguito su "collezionismo e rarità.

2 - Quotazione metalli preziosi
settimana dal 19 al 24 giugno 2017
 
Milano - Roma - Napoli
oro 18 Kt - € 24,65 - 25,56 - 25,89
argento 800 - € 0,25 - 0,33 - 0,32
 
weekly quotations
18 K gold and silver 800
(precious metals used, price fusion)
 
variations between the north, center and south of Italy
 
Week from 19 to 24 June 2017
 
Milan - Rome - Naples
 
gold 18 Kt - € 24,65 - 25,56 - 25,89
silver 800 - € 0,25 - 0,33 - 0,32
 
quotes in gold coins

 19 June 2017

Quotazioni monete d'oro

del 19 giugno 2017

Fonte: Confinvest domanda offerta
Sterlina (v.c.) € 260.58 € 290.51
Sterlina (n.c.) € 262.36 € 291.75
Sterlina (post 74) € 262.36 € 291.75
Marengo Italiano € 210.54 € 232.51
Marengo Svizzero € 208.69 € 230.96
Marengo Francese € 208.69 € 230.96
Marengo Belga € 208.69 € 230.96
Marengo Austriaco € 208.69 € 230.86
20 Marchi € 254.73 € 288.87
10 $ Liberty € 593.29 € 650.13
10 $ Indiano € 597.35 € 650.42
20 $ Liberty € 1103.04 € 1248.28
20 $ St. Gaudens € 1129.02 € 1264.81
4 Ducati Austria € 496.42 € 542.78
100 Corone Austria € 1074.42 € 1228.83
100 Pesos Cile € 659.71 € 724.18
Krugerrand € 1084.73 € 1251.08
50 Pesos Messico € 1296.94 € 1508.10

 
 

 

Diamante - come si riconosce

brevi note sul diamante

da anelli.it

a cura di Francesco Mian

Molti “naviganti” di internet cercano guide sul diamante, spesso però le guide al diamante sono complicatissime e finiscono per confondere le idee; possiamo riassumere i concetti principali, quelli importanti per un sano acquisto, che sia online o altrove, partendo dal diamante taglio brillante, cioè il famoso taglio rotondo o a cono, che è quello più presente e utilizzato in gioielleria.

La “leggenda metropolitana del “brillante”

Iniziamo quindi questa guida al diamante parlando del famoso “brillante” termine con il quale viene fatta una enorme confusione nel nostro e in altri paesi. Bene, affrontiamo subito questa (a mio giudizio) leggenda metropolitana legata alla parola “brillante

Il brillante è un tipo di taglio, non un tipo di diamante, punto e basta

L'intero approfondimento può essere letto nella sezione NOZIONI BREVI / pietre e gemme

brief notes on the diamond
 
by anelli.it
 
by Francesco Mian
 
Many "navigators" of internet guides try on the diamond, but often guides the diamond are complicated and end up confusing; We can summarize the main ideas, the ones important for a healthy purchase, whether online or elsewhere, starting with the brilliant cut diamond, which is the famous round cut or cone, which is more present and used in jewelry.
 
The "urban legend of" brilliant "
 
We start this guide to diamond talking about the famous "brilliant" a term which is made a huge mess in our and other countries. Well, now we face this (in my opinion) urban legend linked to the word "brilliant"
 
The brilliant is a type of cut, not a type of diamond, period
 
The entire study can be read in the section GETTING SHORT / stones and gems

 

Capodanno Russo

Le tradizioni russe per le feste di fine anno da San Pietroburgo, raccontate dal team di Russian Center of Commerce e dal suo Presidente Sergey Pahomenko.

Durante i primi giorni di dicembre le strade russe sono riccamente decorate per le feste natalizie con alberi addobbati e luci scintillanti. Le festività durano fino al nostro Natale, che cade il 7 gennaio.

Ma il nostro giorno più importante è il 31 dicembre, quando ci scambiamo i regali, prima delle celebrazioni del nuovo anno.

In questo giorno Ded Moroz (Nonno Gelo) e sua nipote Snegurochka (La fanciulla della Neve) arrivano nelle case dalla loro maestosa residenza lontana nella vecchia città russa di Veliky Ustyug, in abiti azzurri o rossi; sono loro i protagonisti delle festività invernali russe ed il loro arrivo è accolto con grande festa.

Il 31 dicembre, la giornata di svolge, per tradizione, in questo modo:  Alle 17 si sistemano i doni ai piedi dell'albero, alle 18, si dispongono le insalate sul tavolo; per festeggiare il nuovo anno, infatti, è nostra usanza preparare moltissime insalate diverse (di verdure, di carne, di aringhe,...), tanto che spesso non bastano i piatti disponibili in casa per servirle tutte; alle 19 arrivano gli invitati per la cena e per i festeggiamenti di fine anno; alle 20, finalmente, Ded Moroz e Snegurochka fanno il loro ingresso per distribuire i regali ed intrattenere i bambini, facendo recitare loro poesie e canzoni in cambio di dolcetti, mentre si aspetta la mezzanotte ed i fuochi d'artificio.

Noi russi siamo soliti dire "Prima si crede a Ded Moroz, poi non si crede a Ded Moroz, infine si diventa Ded Moroz"...

Russian traditions for the festive season from St. Petersburg, told by the team of Russian Center of Commerce and its President Sergey Pahomenko.
 
During the first days of December the Russian roads are richly decorated for Christmas with decorated trees and twinkling lights. The festivities last until our Christmas, which falls on January 7th.
 
But our most important day is December 31, when we exchange gifts before the New Year celebrations.
 
On this day Ded Moroz (Father Frost) and his granddaughter Snegurochka (The Snow Maiden) arrive in homes far from their palatial residence in the old Russian city of Veliky Ustyug, dressed in blue or red; they are the protagonists of the winter holidays Russian and their arrival is greeted with great celebration.
 
On December 31, the day of plays, traditionally, in this way: At 17 they settle the gifts under the tree, at 18, you have salads on the table; to celebrate the new year, in fact, it is our custom to prepare many different salads (vegetables, meat, herring, ...), so that often are not enough dishes available to serve them all at home; 19 guests to arrive for dinner and to celebrate the end of year; at 20, finally, Ded Moroz and Snegurochka are entering to distribute gifts and entertain the children, making them recite poems and songs in return for sweets, while waiting for midnight and the fireworks.
 
We Russians are used to say, "Before you believe in Ded Moroz, then you do not believe in Ded Moroz, finally becomes Ded Moroz" ...
 
0 - Storia del drappo rosso
falce-e-martello_2013-07-05_09-12-38.jpg 
 
Breve storia
il Drappo Rosso lacerato
 
a cura di Francesco Mian
 
Al Convegno Nazionale dei Fascisti di Napoli, dopo l'allocuzione pronunciata da Mussolini in Piazza del Plebiscito nel pomeriggio del 24 ottobre 1922, iniziò in modo effettivo l'organizzazione per effettuare la "Marcia su Roma" da parte di tutti i fascisti organizzati in squadre di combattimento, le famose "Squadracce".
Secondo gli ordini superiori del " Duce " tutti i partecipanti alla marcia su Roma, sia in treno che su mezzi motorizzati o altri sistemi di trasporto, dovevano convergere su tre località precise: Civitavecchia, Tivoli e Monterotondo Scalo; da queste tre località si dovevano sviluppare le tre direttrici che portavano i partecipanti simultaneamente alle porte di Roma. Così avvennero i raduni nelle varie città d'Italia e le partenze in gruppi più o meno organizzati ma tutti diretti verso le cittadine indicate da Mussolini al grido di "a Roma! a Roma!". (Frase che doveva ricordare quella che Giuseppe Garibaldi gridò alle sue Camice Rosse: "Roma o Morte")
 
Le tre direttrici della Marcia su Roma
 
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Una numerosa schiera di partecipanti alla marcia giunse a Monterotondo Scalo dopo aver affrontato un lungo e faticosissimo viaggio a causa anche delle cattive condizioni atmosferiche che avevano reso le strade, per la maggioranza sterrate, in veri e propri pantani se non in fiumi di fango, dove i vecchi automezzi per lo più residuati della guerra 1915-18, faticavano ad avanzare. Non meglio andava per coloro che viaggiavano in ferrovia a causa dei presidi armati contrari alla marcia e di stanza nelle varie stazioni, oltre al fatto reale dei malandatissimi treni per altro anche sabotati e privi di personale pratico.
Man mano che la grande massa di uomini e mezzi avanzavano verso Roma si assisteva anche a cruenti e violentissimi scontri armati ed all'arma bianca dove, oltre a migliaia di feriti non mancarono alcuni morti da ambo le parti. Molte cellule dei "Rossi" furono incendiate e completamente distrutte ma difese eroicamente e con ritorsioni molto pesanti verso gli aggressori.
Tra i numerosi partecipanti alla marcia con direttrice Monterotondo Scalo c'erano anche molti giovanissimi ragazzi di 15, 16 e 17 anni provenienti dalle varie città della Toscana e dell'Emilia, giovani che per avventura o per poter sfogare la loro voglia di cambiamento erano scappati da casa imbrancandosi, senza alcun controllo, nelle squadracce.
 
29 ottobre 1922 - una colonna si avvicina alla Capitale
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Tra questi giovanissimi c'era un giovane di 16 anni figlio di un notissimo architetto di Pistoia, Ferdinando Pacini, e nipote di un conosciutissimo imprenditore Pistoiese fabbricante di organi e strumenti musicali, Filippo Tronci. Questo ragazzo aveva conosciuto, nella sua casa di villeggiatura a Pracchia sulle montagne pistoiesi, una signorina di Roma, la quale abitava nella zona dell'attuale Quirinale. Questo fu il motivo scatenante che portò il giovane ad abbandonare senza preavviso la sua casa toscana ed affrontare la faticosissima avventura. Arrivato a Monterotondo oltre a tutte le sofferenze date dal lungo viaggio intrapreso senza alcun mezzo di sostegno, con un freddo pungente e sotto le insistenti piogge che aumentavano il forte disagio, e le continue battaglie che ad ogni chilometro si svolgevano con inaudita violenza lasciando sul terreno morti e feriti, dovette assistere alla distruzione dei locali della famosa "Cellula Rossa" di Monterotondo Scalo, Cellula difesa strenuamente e con spargimento di sangue. Finita la battaglia, colui che comandò la difesa dei locali e della bandiera rossa, ordinando l'uso delle armi, fu preso dai fascisti ed impiccato ad un palo della luce; il macabro rituale e la ancora più macabra scena di morte fecero collassare il giovane che cadde senza sensi al terreno.
Tornata la calma, anche se soltanto apparente, iniziò la conta dei feriti e dei morti da ambo le parti; durante questa operazione si accorsero che in terra giaceva anche quel ragazzo svenuto per gli stenti del viaggio e per la fortissima emozione delle immagini alle quali aveva assistito; fu caricato insieme ai feriti sopra un carro da guerra e coperto con la Bandiera Rossa completamente lacerata e portato ad un ospedale romano, dove, dopo rapidissime controlli, venne dimesso e lasciato libero per Roma.
Quel ragazzo conservò sempre quel piccolo pezzo di drappo rosso che lo aveva scaldato durante il trasporto all'ospedale e che gli ricordava un'avventura veramente tragica che segnò tutta la sua vita. In un giornale dell'epoca pieno di naftalina lo stemma del Partito Comunista ricamato sul drappo rosso è giunto ai nostri giorni per ricordare un capitolo di storia che tra tanti dolori e disavventure ha contribuito a far grande la nostra Italia.
 
Oggi quel piccolo ritaglio di stoffa, che ricorda avvenimenti ormai antichi, si trova, incorniciato sotto vetro, presso l'abitazione privata del sig. Francesco Mian a Roma.
 
History of red cloth
  
Brief History
Drape the Red torn
 
by Francesco Mian
 
At the National Conference of Fascists of Naples, after the speech uttered by Mussolini in Piazza del Plebiscito in the afternoon of October 24, 1922, began effectively the organization to make the "March on Rome" by all the fascists organized into teams fighting, the famous "squads went."
According to the orders of superiors "Duce" all participants in the march on Rome, either by train or on motorized vehicles or other transportation systems, had to converge on three specific locations: Civitavecchia, Tivoli and Monterotondo Scalo; from these three locations had to develop three lines leading participants simultaneously at the gates of Rome. So rallies took place in various cities in Italy and departures in groups more or less organized but all directed towards the towns indicated by Mussolini shouting "in Rome! Rome!". (Phrase that had to remember what Giuseppe Garibaldi shouted to his Red Shirts: "Rome or Death")
 
The three pillars of the March on Rome
 
 A great number of the marchers arrived in Monterotondo Scalo after facing a long and tiring trip due also to the bad weather conditions that made the roads, for most dirt, into veritable quagmires except in rivers of mud, where old vehicles mostly remnants of the 1915-18 war, struggling to advance. Was not better for those traveling by train because of the principals in the march against armed and stationed in the various stations, besides the fact of real malandatissimi trains to another also sabotaged and free from personal practical.
As the great mass of people and vehicles were advancing towards Rome is also assisting in the bloody and violent armed clashes with bayonets and where, in addition to thousands of injured were not lacking some of the dead on both sides. Many cells of the "Red" were set on fire and completely destroyed but defended heroically and with very heavy retaliation toward the attackers.
Among the many participants in the march with director Monterotondo Scalo there were also many young boys of 15, 16 and 17 years from various cities of Tuscany and Emilia, young people for adventure or to vent their desire for change had escaped herding from home, without any control, in gangs.
 
October 29, 1922 - a column approaches the Capital
 
Among these youngsters was a young 16 year old son of a famous architect of Pistoia, Ferdinando Pacini, and grandson of a well-known entrepreneur Pistoiese manufacturer of organs and musical instruments, Philip Tronci. This guy had known in his vacation home in the mountains of Pistoia Pracchia, a young lady of Rome, who lived in the area of ​​the Quirinale. This was the motivating factor that led the young man to leave without warning his Tuscan home and face the grueling adventure. Arrived in Monterotondo over all suffering dates from long journey undertaken without any means of support, with a biting cold and under the unrelenting rains that increased the strong discomfort, and the constant battles that took place every kilometer with unprecedented violence, leaving the ground deaths and injuries, had to witness the destruction of the premises of the famous "Red Cell" Monterotondo Scalo, Cell defense strenuously and with bloodshed. After the battle, the one who commanded the defense of the premises and the red flag, ordering the use of weapons, was seized by the fascists and hanging from a light pole; the macabre ritual and even more gruesome death scene did collapse the young man who fell unconscious to the ground.
When calm was restored, though only apparent, began counting the wounded and the dead on both sides; during this operation, they realized that even that guy was lying on the ground unconscious for the hardships of the journey and for the strong emotion of the images to which he had witnessed; was loaded with the wounded on a war chariot and covered with the Red Flag completely torn and taken to a hospital in Rome, where, after very quick controls, was discharged and allowed to Rome.
That guy always kept that little piece of red cloth that had warmed during transport to the hospital and that reminded him of an adventure truly tragic that marked his whole life. In a newspaper era full of mothballs the emblem of the Communist Party embroidered on red cloth has come to our day to remember a chapter of history that among so many sorrows and mishaps has contributed to our great Italian.
 
Today that little scrap of fabric, reminiscent of ancient events now, is framed under glass, at the private home of Mr. Francesco Mian in Rome.