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Bastoni da collezione e da passeggio
i Bastoni da passeggio e da collezione note dalla Treccani (a cura di Francesco Mian)   BASTONE (francese, baton; spagnolo bastión; tedesco Stock; inglese stick). L'uso del bastone è stato ed è assai vario presso i differenti popoli e a seconda del loro grado di civiltà. In Occidente, nell'ambiente della ci...

i Bastoni da passeggio e da collezione

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note dalla Treccani
(a cura di Francesco Mian)
 
BASTONE (francese, baton; spagnolo bastión; tedesco Stock; inglese stick). L'uso del bastone è stato ed è assai vario presso i differenti popoli e a seconda del loro grado di civiltà.
In Occidente, nell'ambiente della civiltà classica, il bastone, quando non è insegna di comando (scettro) o distintivo di una speciale qualità (ad esempio per i pastori il bastone ricurvo), è adoperato come strumento di aiuto nel camminare o come oggetto di lusso; nel primo caso lo vediamo in mano a vecchi, a infermi e a viaggiatori, è di solito ricurvo alla sua estremità superiore o fatto a gruccia, e ha il fusto nodoso e rozzo come quello di un ramo d 'albero.
L'uso del bastone quale oggetto di lusso ha origine orientale, e dall'Oriente, dai Babilonesi e dai Persiani, lo presero i Greci; il bastone ha allora il fusto liscio, diritto anche in cima, dove termina talvolta con un pomo o un altro ornamento riportato, che naturalmente doveva essere in metallo o altra materiale prezioso.
 
Presso i Romani l'uso del bastone di lusso è sconosciuto, infatti le rappresentazioni figurate non ci danno l'oggetto che come mezzo di appoggio per coloro cui è fatica il camminare.
Nel Medioevo i contadini non ebbero, sembra, altra arma che il bastone, il più delle volte ferrato, come nella descrizione che ci dà il Froissart dei villani ribelli nel 1358 (jacquerie). I pastori usavano un bastone col manico ricurvo per lanciare zolle di terra alle pecore allontanantisi dal gregge; il bastone come simbolo di potere si mutò in verga taumaturgica per Mosè, o per il Cristo, qual'è rappresentato nella primitiva Arte Cristiana, per diventare scettro per i regnanti già nell'antichità orientale, come poi nell'età medievale e moderna in Occidente. La Chiesa Cristiana ne fece segno d'autorità del pontefice e del vescovo in forma di pastorale, mentre per l'abate in forma di gruccia.
Ufficiali civili, araldi, corrieri, paggi nel basso Medioevo usarono portare bastoncini d'avorio o di legno prezioso, decorati di stemmi e divise dei loro principi; così i messi della Corte Francese avevano bastoni ornati da Gigli d'oro. Il bastone come sostegno, però, seguitò ad essere nell'uso medievale; Famoso è il bastone di Carlo Magno, descritto dal monaco di San Gallo: "era di melo, a nodi simmetrici, diritto, terribile, con un pomo d'oro, cesellato". Pare che già nel sec. XI le dame usassero recare una canna in mano, se nel 1022 la regina di Francia, Costanza, assistendo al rogo di alcuni eretici, vedendo fra di essi anche il suo confessore, adirata, gli ficcò il bastone nell'occhio. L'uso del bastoncino è abbastanza comune nel sec. XV: Filippo il Buono, duca di Borgogna, aveva un bastoncino d'avorio, specie di scettro, il cui pomo raffigurava un orso; la Regina di Francia nel 1455 regalò a una sua dama un bastoncino d'avorio tornito, lungo un piede e mezzo (cm. 30,48 a piede = cm. 45,72); nel sec. XVI si usava anche la canna leggiera come quella che recava abitualmente Enrico IV; comparve allora anche il bastone insidioso, a stocco. Nel sec. XVI il bastone da passeggio fu portato da uomini e donne, da personaggi civili e militari, anzi si può dire che facesse parte dell'uniforme militare fino al sec. XVIII; specialmente nell'età di Luigi XIV le dame usarono il bastone per appoggiarsi nel camminare, reso difficile dall'uso di scarpette a tacco alto; si usavano canne assai lunghe, ornate di nastri annodati, o qualche volta coi nodi pendenti. Luigi XIII usava una canna d'ebano; Luigi XIV diffuse l'uso delle canne di bambù, col pomo in agata, famosi sono alcuni episodi della vita del Re Sole: un giorno ruppe la canna sulla schiena di un valletto che si era messo in tasca un confetto, e un'altra volta, adirato per l'audacia del Lauzun, gettò la canna dalla finestra per non cedere alla tentazione di battere il duca; Luigi XIV come dimostrazione di stima permise al Colbert e a qualche altro ministro di portare la canna in sua presenza; nel sec. XVIII il bastone da passeggio finì per sostituire quasi completamente la spada. Da Parigi veniva la canna di moda, ora lunga e solenne con pomo d'oro, ora leggiera e flessibile con pomo d'avorio; i pomi furono di molti tipi, spesso con qualche astuccio per profumi, per orologio od altro. Si stabilirono delle vere regole di galateo per portar la canna: si disapprovava il giocar con la canna per via, il far saltare pietre o il toccar persone con la canna; non era bello tenerla sotto il braccio o trascinarla nel fango, ma era dignitoso il tener la canna a terra, accompagnando il passo, ma senza appoggiarvisi soverchiamente; si deridevano le dame che tenevano la canna verso la metà. Il damerino del sec. XVIII era caratterizzato, secondo il Dotti, dall'avere "Bel bastone, buon anello, spada lustra, guanti bianchi". La rivoluzione della fine del secolo rinnova la moda: nel 1793 si usò il bastone nodoso alla giacobina; già Voltaire aveva negli ultimi anni abbandonato il bastone dignitoso a pomo d'oro per un bastone dal manico ricurvo. L'impero riportò la moda dei bastoni eleganti: per i suoi marescialli Napoleone adottò dei bastoni di comando solenni e sfarzosi, mentre un tempo, come si vede nel monumento del Gattamelata, erano del tutto semplici. Caratteristica è ancora la canna usata verso il 1830-40: alta, sottile, col pomo ridotto a una specie di coperchietto d'oro, poi la vita moderna lentamente ha dimenticato il bastone, o lo ha ripreso per fuggevoli mode.
In Oriente. - I religiosi buddisti mendicanti, dapprima in India e ancor oggi nel Tibet, in Cina, in Giappone, portano un bastone (in sanscrito khakkharam); in origine, una bacchetta di metallo per battere alle porte delle case; questo bastone, adoperato in funzioni religiose o in viaggio, è sormontato da una testa di stagno, formata da un anello in forma di foglia, alla quale sono appesi sei anelli, che risuonano per avvisare i piccoli animali che il pellegrino incontra sulla sua via, di non farsi calpestare (cfr. C. Puini, Enciclop. sinico-giapponese, 1877, p. 76; L.A. Waddell, The Buddhism of Tibet, Londra 1895, p. 211; L. Wieger, Bouddhisme chinois, Hien-hien, t.1, pp. 161,165). Gli antichi Cinesi adoperavano il bastone come simbolo d'autorità e aiuto per camminare. Il Li chi (cap. VI) dà minuziose regole per il suo uso. Singolare l'uso di bastoni speciali nei funerali (descritti nel I Li, trad. Couvreur, 1916, p. 385) come simbolo della prostrazione fisica prodotta dal dolore (cfr. altresì De Groot, The religious System of China, vol. II, Leida 1894, p. 494). Notevoli gli atteggiamenti delle figure di persone portanti un bastone. Caratteristico l'uso di portare appese all'estremità del bastone monete infilate a una cordicella, da cui il detto proverbiale bastone dalla cima vuota, per significare mancanza di danaro (cfr. R. Petrucci, Encyclopédie de la peinture chinoise, Parigi 1918, p. 180). Secondo il Hou Han-shu, a mezzo autunno i vecchi di 70 anni ricevevano un bastone di giada lungo un piede, ornato con un piccione a un estremo, esprimente l'augurio di poter mangiare con la stessa facilità dei piccioni (cfr. Lun Heng, trad. A. Forke, Berlino 1911, II, p. 84).
Lo sport del bastone: Gli esercizî ginnastici col bastone ebbero inizio in Europa nel sec. XVII e furono generalmente adottati negli eserciti e nelle palestre; presero un certo vigore nel secolo scorso, dopo la decadenza della scherma di bastone, specialmente ad opera dello Jäger, il quale introdusse un metodo ginnico fondato sull'uso del bastone di ferro. Oggi però questo sistema è pressoché abbandonato e, specialmente in Italia, sostituito dall'impiego di leggiere aste di legno facilmente maneggevoli, che servono a rendere più ritmati ed armonici i movimenti muscolari, senza sottoporre l'organismo a sforzi eccessivi.
I bastoni armati: Fin dagli stadi più primitivi di civiltà il bastone fu usato come arma, e da tale suo uso derivarono poi i bastoni ferrati (che i cavalieri portavano appesi all'arcione) e le mazze; in seguito si ebbero diverse forme di bastoni armati, tra queste, il bastone animato, o armato, è un bastone nell'interno del quale è posto uno stocco o pugnale o spada o spiedo, o altra simile arma alla quale il bastone serve da custodia e nascondiglio. È perciò un'arma insidiosa che presso alcune nazioni fu qualche volta arma proibita. Nell'interno di alcuni bastoni è talora nascosto un corto e flessibile nervo di bue o una robusta molla a spirale d'acciaio, che si sfilano staccando con energia il manico dal bastone-custodia; un'arma di tal genere è usata dalle guardie di città, e popolarmente è chiamata "sfollagente"; il bastone-archibugio, o bastone-fucile, è un'arma di curiosità, nella quale con artificio si cerca di nascondere la forma dell'arma da fuoco sotto quella più innocua del bastone; ve ne erano a vento, a molla e simili e più raramente a polvere; di questi ne sono ricchi i musei, ove sono raccolti i migliori esemplari, essendo usciti dall'uso comune.
I bastoni di comando: Furono di varia qualità e specie secondo i tempi e i popoli; presso alcune nazioni il bastone di comando era in forma di canna, con pomo in cima e puntale in basso ed era usato da alcuni ufficiali come insegna di grado; talvolta serviva anche per battere i soldati, il che, però, suonava infamia per i battuti; tanto che per temperare quell'usanza, togliendovi il carattere infamante, ai bastoni si aggiunse alcunché di metallico la cui presenza dava caratteristica di arma togliendo l'apparenza di odiosità. In alcune nazioni il bastone di comando assunse forme, qualità e dignità di primo ordine; e si fece di legno prezioso o di avorio, e riccamente ornato di oro; valse, per i capitani che lo portavano, a indicare la dignità suprema nell'esercito.
L'origine del bastone come insegna di comando è remota, e se ne trova traccia nei monumenti dell'antico Egitto e nelle istituzioni greche e romane; il bastone di comando gettato in mezzo ai nemici fu, in altri tempi, segno d'inizio della battaglia.
In Francia compete al maresciallo - dignità suprema dell'esercito - un bastone breve, ricco, contornato di velluto azzurro, con pomo dorato.
Come esempi di bastoni di comando si riportano quello di Ascanio Maria Sforza conservato nella Reale Armeria di Torino, e quello che fu recentemente donato a Emanuele Filiberto di Savoia, duca d'Aosta, maresciallo d'Italia, comandante della 3ª armata durante la guerra del 1915-1918. Analoghe insegne onorifiche furono offerte anche agli altri marescialli d'Italia, grado supremo, di recente istituzione, nella gerarchia dell'esercito italiano.
I cosiddetti "bastoni di comando" preistorici: Si chiamano così, convenzionalmente, dai paletnologi alcuni oggetti di problematica destinazione, appartenenti al Quaternario superiore, soprattutto diffusi nella civiltà magdaléniana, dovunque si sono rintracciate reliquie industriali di questo importante periodo di civiltà pleistocenica, dalla regione pirenaica al Belgio, alla Moravia e alla Polonia, sono pezzi di modeste dimensioni, di corno di renna, tagliati un poco sotto e sopra il punto di biforcazione dei rami, in modo da assumere la forma vaga e irregolare di una T; nel punto di convergenza delle tre parti generalmente sono muniti di un foro, ma spesso anche di più fori, tre, quattro, perfino sette; sono per lo più decorati con incisioni riproducenti figure di animali (renne, cavalli, pesci, ecc.), e scene di caccia, o con semplici motivi ornamentali.
La denominazione corrente è quella escogitata da Lartet, il quale, ritenendoli insegne di dignità, spiegava il vario numero dei fori facendoli corrispondere ai gradi di una gerarchia sociale, con l'approvazione di G. de Mortillet, di P. Broca e di altri. 
 
notes Treccani
(Edited by Francesco Mian)
 
STICK (French, baton; bastión Spanish, German Stock; English stick). The use of the stick was and is quite varied among the different peoples and depending on their degree of civilization.
In the West, in the environment of classical civilization, the stick when it is not taught command (scepter) or a special badge of quality (eg for the shepherds crook), is used as a tool to aid in walking or as an object luxury; in the first case we see it in the hands of old, to the sick and travelers, is usually curved at its upper end or did hanger, and the gnarled trunk and rough as that of a branch of 'tree.
The use of the stick as a luxury item has Eastern origin, and from the East, from the Babylonians and the Persians, the Greeks took it; the stick has then the stem smooth, even right at the top, where it sometimes ends with an apple or another ornament reported, which of course had to be made of metal or other precious material.
In Roman use of the stick luxury is unknown, in fact, the figurative representations do not give us the object as a means of support for those whose effort is walking.
In the Middle Ages the farmers did not have, it seems, other weapon than the stick, most often shod, as in the description that gives us the Froissart of rebellious peasants in 1358 (jacquerie). The shepherds were using a stick with a curved handle to throw clods allontanantisi the sheep from the flock; stick as a symbol of power turned into miraculous rod for Moses, or Christ, what is represented in the primitive Christian Art, to become a scepter for the rulers in the ancient oriental, then as in the Middle Ages and Modern West . The Christian Church made it a sign of authority of the pope and the bishop in the form of ministry, while the abbot in the form of a crutch.
Civil officers, heralds, messengers, pages in the late Middle Ages, wore ivory chopsticks or precious wood, decorated with coats of arms and uniforms of their principles; so i put the French Court had sticks decorated with lilies of gold. The stick as support, however, continued to be in use medieval; Famous is the stick of Charlemagne, described by monaco St. Gallen: "was an apple tree, a symmetrical knots, right, terrible, with a golden apple, chiseled". It seems that back in sec. XI ladies would use bear a cane in his hand, if in 1022 the queen of France, Constance, witnessing the burning of heretics, seeing among them also his confessor, angry, stuck the stick in the eye. The use of the stick is quite common in sec. XV: Philip the Good, duke of Burgundy, had a stick of ivory, kind of scepter, whose pommel depicting a bear; the Queen of France in 1455 gave his lady a stick ivory turned along a foot and a half (cm. foot = 30.48 cm. 45.72); in sec. XVI was also used as the barrel slight one that went habitually Henry IV; appeared then the stick treacherous at rapier. In sec. XVI walking stick was led by men and women, by civil and military figures, it can be said that was part of military uniform until sec. XVIII; especially in the age of Louis XIV, the ladies used the stick to lean in walking, made difficult by the use of high-heeled shoes; they used canes very long, adorned with ribbons knotted, or sometimes with nodes pending. Louis XIII used a cane of ebony; Louis XIV widespread use of bamboo poles, with the pommel agate, are famous episodes in the life of the Sun King: one day broke the barrel on the back of a footman who had put in his pocket a pill, and another time , angered by the audacity of Lauzun, threw the barrel from the window to not succumb to the temptation to beat the Duke; Louis XIV as a demonstration of esteem allowed to Colbert and some other Minister to bring the barrel in his presence; in sec. XVIII walking stick ended up almost completely replace the sword. Paris was the barrel of fashion, now long and solemn with golden apple, now slight and flexible ivory knob; the apples were of many types, often with some pouch for perfumes, for clock or other. They settled the true rules of etiquette to bring the barrel: it disapproved Giocar with the barrel by the blow up stones or to touch people with the barrel; it was nice to keep it under your arm or drag in the mud, but it was decent take the cane on the ground, accompanying his pace, but without touching it excessively; he mocked the ladies who kept the barrel towards the middle. Beau century. XVIII was characterized, according to the Dotti, from having "Nice staff, good ring, sword lustrous, white gloves." The revolution of the end of the century renews fashion: in 1793 he used the knotty stick to the Jacobin; Voltaire already had in recent years abandoned the stick decent golden apple for a stick from the curved handle. The empire brought the sticks elegant fashion: for his marshals Napoleon adopted sticks command solemn and magnificent, while a time, as seen in the monument of Gattamelata, were quite simple. Feature is still used the barrel to the 1830-40: tall, thin, with the pommel reduced to a kind of cap gold, then modern life slowly forgot the stick, or it has taken to fleeting fashions.
In the East. - The Buddhist religious beggars, first in India and even today in Tibet, in China, in Japan, carry a stick (Sanskrit khakkharam); originally, a metal rod to knock at the doors of the houses; this stick, used in religious services or on the go, is surmounted by a head pond, formed by a ring-shaped leaf, which are hung six rings, which resonate to alert small animals that the pilgrim meets on his way, not to be treading (cfr. C. Puini, Enciclop. Sinico-Japanese, 1877, p. 76; LA Waddell, The Buddhism of Tibet, London 1895, p. 211; L. Wieger, Bouddhisme chinois, Hien-hien, t .1, pp. 161.165). The ancient Chinese were using the stick as a symbol of authority and help walking. The Li people (chap. VI) gives detailed rules for its use. Singular use of special sticks at funerals (described in The Li, trans. Couvreur, 1916, p. 385) as a symbol of physical exhaustion produced by pain (cfr. Also De Groot, The religious system of China, vol. II, Leiden, 1894, p. 494). Notable attitudes of the figures of people carrying a stick. Characteristic the use of lead hanging end of the stick coins strung on a string, hence the saying proverbial stick from the empty top to signify lack of money (cfr. R. Petrucci, Encyclopédie de la peinture chinoise, Paris 1918, p . 180). According to Hou Han-shu, by autumn older than 70 years received a stick of jade along a foot, adorned with a pigeon at one extreme, expressing the wish to eat with the same ease of pigeons (cfr. Lun Heng , trans. A. Forke, Berlin 1911, II, p. 84).
The sport of stick: stick with the exercise program began in Europe in sec. XVII and were generally adopted in armies and gyms; took some force in the last century, after the decline of the fencing club, especially at the hands of Jäger, who introduced a method based on the use of the exerciser iron rod. Today, however, this system is almost completely abandoned and, especially in Italy, replaced by the use of slight wooden rods easily manageable, which serve to make more rhythmic and harmonic muscle movements, without subjecting the body to overexertion.
The armed sticks: From the most primitive stages of civilization the stick was used as a weapon, and that its use derived then sticks shod (that knights wore hanging all'arcione) and bats; later there were different forms of armed sticks, among these, stick animated, or concrete, is a stick in the interior of which is placed a sword or dagger or sword or spit, or other similar weapon to which the stick is used for storage and hiding. It is therefore an insidious weapon that certain nations was sometimes prohibited weapon. In the interior of some sticks is sometimes hidden a short, flexible nerve ox or a sturdy spiral spring steel, which parade pulling the handle with energy from the stick-custody; Such a weapon is used by the guards of the city, and is popularly called "billy"; stick-blunderbuss, or stick-gun is a weapon of curiosity, in which artifice with trying to hide the shape of the firearm under the most innocuous of the stick; there were wind, spring, and the like, and more rarely in the dust; these are rich in museums, where are collected the best examples, being released from common usage.
Sticks command: They were of varying quality and species according to times and peoples; in some countries the control stick was in the form of cane, with apple on top and at the bottom tip and was used by some officers as taught grade; sometimes also served to beat the soldiers, which, however, sounded infamy for beaten; so much so that to temper that custom, togliendovi the ignominy, the sticks are added anything metal whose presence gave characteristic of weapon by removing the appearance of hatefulness. In some countries the baton took shape, quality and dignity of the first order; and there was precious wood or ivory, and richly adorned with gold; earned, for the captains who took him to indicate the supreme dignity in the army.
The origin of the stick as a sign of command is remote, and it is mentioned in the monuments of ancient Egypt and in the institutions of Greece and Rome; the baton thrown into the midst of the enemy was, in other times, which marks the beginning of the battle.
In France competes Marshal - supreme dignity of the army - a short stick, rich, surrounded by blue velvet, with golden apple.
As examples of the control sticks are reported to Ascanio Maria Sforza preserved in the Royal Armoury of Turin, and one that was recently donated to Emanuele Filiberto of Savoy, Duke of Aosta, Marshal of Italy, commander of the 3rd Army during the War of 1915-1918. Similar signs were offered to other honorary marshals of Italy, supreme degree, newly established in the hierarchy of the Italian army.
The so-called "sticks" command prehistoric: They are called so conventionally, by palaeontologists some objects of problematic destination, belonging to the Quaternary higher, especially prevalent in the Magdalenian civilization, wherever they are tracked industrial relics of this important period of civilization Pleistocene, by region Pyrenean Belgium, Moravia and Poland, are pieces of modest size, of reindeer horn, cut a little below and above the point of bifurcation of the branches, so as to take the form of a vague and irregular T; the point of convergence of the three parts are generally provided with a hole, but often even more holes, three, four, even seven; are mostly decorated with engravings reproducing figures of animals (reindeer, horses, fish, etc.), and hunting scenes, or with simple motifs.
The current name is the one devised by Lartet, which, considering signs of dignity, explained the various number of holes to match those degrees of a social hierarchy, with the approval of G. Mortillet, P. Broca and others.

note da sulpm

(a cura di Francesco Mian)

breve storia dei bastoni e manganelli

I bastoni sono stati la più antica arma delle milizie cittadine. Nei borghi medioevali, prima della regolarizzazione degli eserciti cittadini, gli abitanti "pattugliavano" le vie armati di picche e bastoni.

Nei secoli a seguire, a parte nei periodi di guerra, le guardie cittadine furono sempre armate di bastoni in legno, i quali erano usati "per dispensare" buon senso ai facinorosi e sedare le frequanti risse nelle locande e taverne.

Se osserviamo le iconografie fotografiche dei primi del novecento, soprattutto in America, troveremo sempre a fianco del "Policeman" di ronda, il fidato.

Inzialmente si trattava di un bastone da passeggio, lungo più di un metro e mezzo, che gli agenti usavano come tale, ma che nei momenti caldi veniva utilizzato come arma da difesa.         

Il bastone da passeggio, per comodità di porto, si accorciò fino a divenire di una lunghezza di circa 50/60 centimentri, trasformandosi così nel classico manganello o sfollagente, sempre rigorosamente in legno.

In molti ricorderanno le comiche anni '30, in cui gruppi di poliziotti roteavano freneticamente il loro manganello, per poi assaltare gruppi di gangster a randellate.

Putroppo in Italia il manganello seguì un iconografia legata allo squadrismo. Dapprima il bastone e poi il manganello, furono associati alle squadre d'azione, gruppi di picchiatori che utilizzavano lo strumento per punire i propri avversari politici, militari.. ed a volte anche amorosi... Si arrivò all'eccesso del santino della "Madonna del manganello".  

Finita la seconda guerra mondiale, in Italia, caduto il regime fascista, forse per dimenticare i tempi cosiddetti "bui", a tutti i corpi , i reparti, le guardie dei comuni ed i carabinieri, fu tolto il maganello, e lasciato unicamente al costituendo Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza, in cui confluirono gli appartenenti della P.A.I., della Polizia Repubblicana e numerosi uomini delle Forze Armate, delle Milizie e delle formazioni irregolari partigiane; i meno giovani di noi ricordano le cariche dei Carabinbieri, a suon di colpi di moschetto Winchester modello 30 M1.

Oggi sia la Guardia di Finanza che i Carabinieri sono stati dotati di sfollagente, e lentamente, ma con estrema fatica, anche la Polizia Municipale ne sta entrando in possesso.

Bastoni da Passeggio e da Collezione