Mian vendita articoli da regalo a Roma
Superstizioni e credenze popolari
Superstizione da Wikipedia, l'enciclopedia libera brevi note a cura di Francesco Mian La superstizione è una credenza di natura irrazionale che può influire sul pensiero e sulla condotta di vita delle persone che la fanno propria, in particolare la credenza che gli eventi futuri siano in...
superstizioni_2015-02-03_12-06-16.jpg

Superstizione

da Wikipedia, l'enciclopedia libera

brevi note

a cura di Francesco Mian

La superstizione è una credenza di natura irrazionale che può influire sul pensiero e sulla condotta di vita delle persone che la fanno propria, in particolare la credenza che gli eventi futuri siano influenzati da particolari comportamenti senza che vi sia una relazione causale.

Il termine che deriva dal latino superstitiònem, composto da sùper (sopra) e stìtio (stato), sulla base di "stàre" o "sìstere". Il termine venne impiegato da Cicerone nel De natura deorum per indicare la devozione patologica di chi trascorre le giornate rivolgendo alla divinità preghiere, voti e sacrifici, affinché serbi i suoi figli "superstiti" (cioè sani e salvi). Da qui il termine, come espressione di atteggiamento di pavido uso del soprannaturale con lo scopo di scamparla.

Caratteristiche

Dalle varie dottrine religiose vengono normalmente bollate come superstizioni le teorie e credenze non condivise, oppure desuete o divenute palesemente inaccettabili.

Albert Einstein, ad esempio, partendo dalla religione ebraica affermò quanto segue sulle religioni in generale:

I termini religione e superstizione hanno portato, in alcuni casi anche a problematiche di tipo traduttivo. Ad esempio, nel De Rerum Natura di Lucrezio – che la considerava un instrumentum regni – è presente il seguente passo:

Mentre secondo alcuni la traduzione corretta è quella più fedele alle parole del testo originale, pertanto “religione”, per altri la parola sarebbe da tradurre col termine “superstizione” sostenendo che per l’autore le religioni equivalgono a superstizioni. Tradurre la parola con superstizione, tuttavia, farebbe perdere il rapporto originale tra il significante “religione” ed il significato che l’autore attribuiva alla stessa. Spesso nelle superstizioni è possibile riconoscere il persistere (eventualmente in forma modificata) di credenze pseudoscientifiche non più compatibili con le conoscenze scientifiche. Questa persistenza dà l'idea della forza della superstizione e dei modi in cui si radica nelle credenze popolari.

A partire dal XIX secolo la superstizione è divenuta terreno di una serie di studi psicologici. La cosiddetta “superstizione eccessiva” diviene sintomo del disturbo ossessivo-compulsivo, un disordine psichico e comportamentale. Inoltre, da uno studio condotto dal Dipartimento di Psicologia Generale, Università degli Studi di Padova, si deduce che la superstizione potrebbe offrire un’inefficiente strategia di coping nel fronteggiare incertezze e pericoli e, dunque, agisca in maniera sinergica con nozioni alterate ed ipertrofiche di responsabilità, ipervalutazione del rischio ed intolleranza verso l’eventuale mancanza di certezze. 

Scaramanzia

La scaramanzia è una forma di superstizione secondo la quale alcune frasi o gesti attirerebbero o allontanerebbero la fortuna o la sfortuna. Un tipico esempio di tale credenza è l'idea che dicendo qualcosa, questa non accadrà, o potrebbe accadere il contrario di ciò che si è detto. Per tale motivo, in particolare in Italia, si usa augurare il contrario di ciò che si desidera che accada. Per esempio, a un cacciatore non si dirà "Buona caccia", ma "In bocca al lupo" (espressione che potrebbe anche derivare dall'ambiente della pastorizia), termine entrato anche nel linguaggio comune e utilizzato per augurare "buona fortuna" (di fatto, l'espressione "Buona caccia" è in uso come augurio e frase cerimoniale soltanto presso gli scout). La scaramanzia non è limitata soltanto a frasi dette, ma anche a gesti e comportamenti. Per esempio, credere che se si esce senza ombrello pioverà, mentre invece portandoselo con sé non pioverà.

Benché si tratti di una superstizione tipicamente italiana (in altre culture non vi è alcun problema ad augurare "buona fortuna" in maniera diretta, per esempio "Good luck" in inglese, "Bonne chance" in francese, "Suerte" in spagnolo), vi è un notevole esempio nel romanzo "Il vecchio e il mare" (del 1952) di Ernest Hemingway, ambientato nelle isole caraibiche, in cui il narratore attribuisce al protagonista, Santiago, la seguente considerazione:

Inoltre, in senso lato, gesti scaramantici per propiziare l'accadere di un evento desiderato, o evitare che accada un evento indesiderato, si riscontrano anche in altre culture, per esempio negli Stati Uniti si usa incrociare le dita o toccare legno (in Italia invece per tenere lontana la sfortuna si usa toccare ferro o fare le corna).

Storia

Le superstizioni percorrono i millenni e hanno interessato tutti i popoli antichi. Per quanto riguarda i Romani Marco Tullio Cicerone scriveva De divinatione (II, XXIV):

Superstizione e mass-media

Nonostante la condanna implicita della cultura moderna verso la superstizione, molte credenze di questo genere sono estremamente diffuse anche nella società occidentale e persino favorite dai media. È il caso, ad esempio, dell'astrologia dell'oroscopo, una pratica divinatoria.

La superstizione è anche generalmente molto diffusa in relazione al gioco d'azzardo, in particolare a quelli basati esclusivamente sul caso, dalla roulette alle lotterie. Anche in questo caso la cultura dei media (e non solo) non contrasta, ma anzi spesso coltiva, la superstizione. Si può citare per esempio il caso dei numeri "ritardatari" nel gioco del lotto, che vengono ampiamente segnalati dai media con l'implicita (talvolta esplicita) indicazione che siano i numeri che hanno maggiori probabilità di venire estratti, il che va apertamente contro le leggi del calcolo delle probabilità. In casi del genere, le credenze superstiziose vengono rivestite di credibilità attraverso il riferimento improprio a leggi matematiche e scientifiche (come la legge dei grandi numeri).

Premessa: sono convinto che tutte le superstizioni abbiano origine dall’ignoranza o dai timori oppure sono nate in tempi lontani dove il timore dell’ignoto prevaleva sulla ragione. Tale culto della paura era alimentato soprattutto dalla chiesa e dagli stregoni che, facendo leva sull’ignoranza del popolo, riuscivano a ritagliarsi un ruolo importante e necessario nella società.

Poi il fatto che queste leggende si siano tramandate per tanto tempo le ha trasformate in verità secondo alcuni. Una bugia ripetuta tante volte diventa verità, e spesso ciò che è lontano nel tempo assume una valenza maggiore (e mitica) rispetto alle cose del giorno d’oggi. Un esempio assurdo e blasfemo secondo alcuni: se oggi arrivasse Gesù Cristo… quanti gli crederebbero?
Ognuno è libero di credere ciò che vuole per quanto riguarda la religione, ma faccia attenzione quando si entra nel campo della superstizione: essere molto superstiziosi è il primo passo per essere deboli e facili prede di maghi ciarlatani e santoni vari.

Credenze e superstizioni popolari

ANELLO
- Porta fortuna mettere un anello con la pietra di nascita. Se la fede nuziale viene persa, per evitare che l’infelicità piombi sulla coppia, va riacquistata immediatamente un’altra vera che dovrà essere infilata all’anulare dal partner, come durante il rito nuziale.

ASCIUGAMANO
- Non adoperate lo stesso asciugamano in due: litigherete sicuramente

BACIO
- In Inghilterra si crede che una ragazza non si sposerà più se, dopo aver baciato un uomo con i baffi, le resta un pelo sulle labbra.

CANDELE
- Porta male la goccia di cera che cade lungo il lato della candela; gli sposi di Crana (Novara), terminato il rito nuziale, soffiano insieme per spegnere due candele. Se le spengono nello stesso momento, vivranno a lungo insieme, altrimenti è segno di vedovanza.

CAPELLI
- Se volete evitare la calvizie tagliate i capelli durante la luna nuova; Un capello sulla spalla preannuncia l’arrivo di una lettera.

CAPODANNO
- Porta fortuna incontrare una persona di sesso opposto la mattina di capodanno
- è presagio di guai vedere invece un cavallo bianco; si gettano oggetti vecchi dalla finestra per liberarsi di preoccupazioni e affanni, e per auspicarsi fortuna; mangiare lenticchie, uva o datteri, la notte di San Silvestro, vuole dire propiziarsi certamente la fortuna economica durante l’anno.
CAPPELLO
- Porta male posarlo sul letto.

CUCCHIAIO
- Porta sfortuna tenerlo con la mano sinistra.

CUCULO
- Se udite il canto del cuculo, afferrate in fretta tutto ciò che in quel momento è ai vostri piedi e portatelo addosso per un po’ di tempo: vi porterà fortuna.

FAGIOLO
- Nell’antichità simboleggiava l’immortalità per la sua proprietà di conservare a lungo la forza vitale e di riacquistare freschezza se immerso in acqua;
le fanciulle greche e le matrone romane indossavano collane o bracciali con ciondoli a forma di fagiolo, si riteneva che questo piccolo oggetto fosse sufficiente per ottenere ricchezze e amore.

FERRO DI CAVALLO
- E’ un segno di fortuna trovarne uno: va appeso in casa.

FIAMMIFERI
- Porta sfortuna utilizzare in tre lo stesso fiammifero

FIENO
- Se vedete un covone di fieno, prendetene un filo ed esprimete un desiderio: si avvererà. FORBICI
- Se cadono a terra, prima di raccoglierle, posatevi il piede sopra per annullare il cattivo presagio.
- Se cadendo, una delle lame si conficca nel terreno è presagio di morte; portano, invece buono se tenute appese al muro.

GABBIANO
- Porta sfortuna ucciderne uno.

GALLO
- Se canta prima di mezzanotte preannuncia cattivo tempo

GAZZA

- Vedendo uno stormo di gazze piegare verso sinistra la giornata sarà felicissima, se lo stormo va a destra il giorno sarà negativo, Un innamorato che dovesse vedere una gazza ha poche possibilità di successo con la sua ragazza.

GRUCCIA
- Porterebbe male appoggiare le grucce sul letto

INCROCIARE
- Scarpe, posate o altri oggetti porta sfortuna, perché, in epoca medioevale, erano considerate un’offesa alla Croce di Cristo.

LETTO
- Porta male scendere dalla parte sinistra, in quanto ritenuta la parte di Satana - In Sicilia si dice che se tre persone rifanno un letto insieme quella più giovane d’età muore.

NEONATO
- Non va mai baciato sul collo, altrimenti perde il sonno.

NUBILI
- La notte dell’Epifania devono lanciare le scarpe verso l’uscio di casa: se le punte sono rivolte verso l’uscio, si sposeranno entro l’anno.
- Una sarta che sia ancora in attesa dell’anima gemella, potrà mettere due o tre capelli della sua chioma nell’orlo dell’abito da sposa che le capiterà di cucire: si sposerà anch’ella entro l’anno.

OLIO
- Versarlo è segno di malaugurio. Diciamo come stanno le cose: tanti secoli fa olio e sale erano materiale prezioso, e quindi rovesciarli e perderne era un danno economico e una perdita: per questo “saltavano all’occhio”.

OMBRELLO
- E’ presagio di sventura aprirlo in casa.

PANE
- Posto a rovescio sulla tavola, porta carestia.

PETTINE
- Se vi cade di mano mentre vi state pettinando, qualcuno che vi vuole bene vi sta pensando

PIOGGIA
- Porta fortuna camminare sotto la pioggia. Un vecchio proverbio dice: “Sposa bagnata, sposa fortunata”.

PISELLI
- Sono il simbolo della felicità e della fortuna. Nell’antichità, con i loro fiori si intrecciavano coroncine da offrire alle spose.

QUADRI
- Non andrebbero mai appesi alle pareti quadri raffiguranti uccelli: portano sventura.
- E’ di malaugurio un quadro che cade.

QUADRIFOGLIO
- Arreca fortuna e felicità ma non lo si deve cogliere, basta guardarlo e toccarlo.

RAGNO
- Vedere un ragno di sera è segno di bel tempo; porta sfortuna uccidere un ragno di notte o al mattino.

SALE
- Anticamente era simbolo di amicizia, tanto è vero che si poneva una coppa di sale davanti ai commensali.
- Un giorno, sembra che un invitato abbia inavvertitamente fatto cadere la coppa sul tavolo, suscitando l’ira del padrone di casa il quale, sguainata la spada, uccise il poveretto. Pare che questo episodio abbia fatto nascere il detto che versare il sale porti sfortuna.
- Se viene rovesciato sulla tavola prendetene un po’ e lanciatelo dietro la spalla sinistra.

SCALA
- Porta sventura passare sotto una scala perché, formando un triangolo, è simbolo della Trinità e passarci sotto è una grave mancanza di rispetto; se una nubile passa sotto una scala aperta o appoggiata al muro non si sposerà; se invece  inciampa sui gradini di una scala, convolerà presto a nozze; se si inciampa scendendo, è presagio di perdita di denaro.

SCOPA
- Se con la scopa toccate i piedi di una nubile, questa non si sposerà; è segno infausto spazzare il pavimento prima dell’alba e dopo il tramonto.

SEDANO
- Negli orti dei Greci e dei Romani non mancava mai. La pianta di sedano, infatti, aveva la funzione di allontanare le potenze del male.

SOLDI
- Trovare una moneta porta fortuna: conservatela. Ma guadagnare il denaro facilmente porta male; sono di felice augurio i soldi bucati, le monete coniate negli anni bisestili e quella vaticane che portano l’anno del Giubileo; porta bene conservare 2 centesimi di euro nel portafogli;  se a Natale o a fine anno ti pagano, devi dare almeno una monetina di resto, altrimenti niente soldi nell’anno nuovo

SPECCHIO
- Romperlo preannuncia sette anni di guai.

SPILLA
- Se ricevete in regalo una spilla, un temperino o qualsiasi oggetto appuntito, pungete con essi il vostro donatore pazzo, oppure regalategli una simbolica monetina. Se non lo fate, rischierete di troncare il rapporto di amicizia.

SPILLO
- Se ne vedete uno per terra, raccoglietelo, la fortuna vi sorriderà per tutto il giorno; non chinatevi però mai a raccogliere gli aghi, portano sfortuna; quindi: informatevi bene sulla differenza tra uno spillo e un ago, è fondamentale

SPUTO
- Anticamente si aveva l’abitudine di sputarsi tre volte sul petto per allontanare qualsiasi maleficio.
- Ancora oggi, i corridori si fanno sputare sulla schiena dai loro meccanici, prima dell’Inizio della corsa.

STELLE CADENTI
- Vederne cadere una è di buon auspicio, esprimete un desiderio!

SUORE
- Pare che vederne tre o quattro unite porti male. Se poi sono su una Prinz verde non durerai a lungo, è matematicamente provato…

UOVA
- Non gettate mai il guscio intero, ma spezzatelo per evitare che il demonio vi si annidi demonio

VENERDI
- “Ne di Venere ne di Marte, non si sposa non si parte, ne si dà principio all’arte” consiglia un proverbio. In questi giorni tutti in casa perché auto, treni ed aerei sono molto più pericolosi
- Mai uscire di casa il venerdì notte: streghe e diavoli sono in agguato. Ma se proprio dovete farlo, strappate un pelo (possibilmente rosso) a una cane e conservatelo nel taschino.