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La Storia del Profumo
Il profumo nella storia brevi note dal sito vinocon  La storia del profumo si perde nella notte dei tempi.  Inizia quando l'uomo scopre che bruciando alcuni particolari tipi di legname e di resine si sprigionano odori e venti profumati. Non a caso l'etimologia stessa del termine ci porta al "per fumum", cio&eg...

Il profumo nella storia

brevi note dal sito vinocon

 La storia del profumo si perde nella notte dei tempi. 

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Inizia quando l'uomo scopre che bruciando alcuni particolari tipi di legname e di resine si sprigionano odori e venti profumati. Non a caso l'etimologia stessa del termine ci porta al "per fumum", cioè attraverso il fumo.

Inizialmente le dense nubi profumate di mirra e sostanze aromatiche erano utilizzate nei riti religiosi, soprattutto durante le offerte agli dei, raggiunti al di là del cielo, in una dimensione extraterrestre.

Presto però il profumo e il senso a lui connesso divenne uno strumento di seduzione dalle altissime potenzialità. Narra Plinio che l'origine dei profumi va fatta risalire ai Persiani. Secondo le sue osservazioni costoro ne erano sempre impregnati. Ereditarono il patrimonio culturale dai loro antenati, i Medi, popolo di maghi e di scienziati, esperti in numerose arti tra cui la cosmesi e la profumeria.

Le miniature persiane ritraggono spesso nobili e divinità nell'atto di aspirare delicatamente la fragranza di fiori circondati da immagini di corolle stilizzate. Il giardino era luogo sublime, tant'è che nel Corano il paradiso prende il nome giardino cintato.

Tra i Babilonesi i soldati si spalmavano il corpo di balsami profumati durante i riti propiziatori che precedevano le battaglie.
Egizi e Assiri, solo per citare alcune delle civiltà più antiche, attribuivano un potere magico-sacrale ai profumi. Proprio grazie alla loro natura eterea e ai benefici effetti sull'organismo vennero attribuite a queste sostanze caratteristiche divine tanto da essere considerate il mezzo attraverso il quale gli dei comunicano con gli uomini.
I primi documenti sulla profumeria risalgono agli Egizi. In questa civiltà alle fragranze, la produzione delle quali era di sola competenza dei sacerdoti, era attribuita la proprietà di fare da tramite alle aspirazioni umane nell'aldilà. Emblematico è il rituale dell'imbalsamazione: alla morte del Faraone, il suo corpo era privato delle viscere, pulito con olio di pino, riempito di essenze come mirra, cassia e cedro ed infine avvolto in bende impregnate di oli aromatici. 
Ma via via che il lusso e la raffinatezza entrarono nella vita privata, gli Egizi iniziarono ad impiegare le sostanze odorose anche nell'igiene quotidiana.

Nella tradizione indiana ogni profumo viene identificato con una divinità, e le fragranze più pregiate trovano corrispondenza con le parti del corpo. Tra queste, legato al culto di Krishna è il sandalo della cui fragranza sono impregnate le vesti usate nelle celebrazioni rituali. Già nella cultura egizia al significato magico-sacrale si sommò quello più profano, legato all'arte del sedurre. Le donne egizie si spalmavano sul corpo balsami e posavano sulla loro raffinata acconciatura pomate profumate.
Anche in Mesopotamia, all'interno di laboratori vicini ai templi, si maceravano piante fresche di rosa, giglio, melograno e mirra da utilizzare sia durante le liturgie che per profumarsi e curare malattie. Lo stesso Alessandro Magno,
quando spostò la capitale a Babilonia, soleva profumare le sue suntuose tuniche e stanze.

Le donne dell'antica Grecia, imitando la loro dea preferita, usavano oli aromatici e profumi per ogni parte del corpo, oltre a balsami e pomate odorose. I profumi erano simbolo di lusso e raffinatezza e quelli più costosi e rari, frutto di un lungo processo di macerazione, provenivano da Delos e Corinto.
Secondo diverse testimonianze e scritti dei poeti, le nobildonne romanespendevano cifre inestimabili per la cosmesi e la cura del loro corpo. Gli aromi più diffusi erano il balsamo storace, l'incenso e la mirra. Seguirono l'aroma agrumato del limone, il bergamotto e il sandalo provenienti dai territori persiani. Ma la vanità romana non era solo femminile. Anche gli uomini delle famiglie patrizie trascorrevano il loro tempo dedicandosi alla cura del sé e della loro bellezza: bagni, terme, massaggi e unzioni facevano parte della vita quotidiana.
Non si profumavano solo il corpo ma anche i capelli, gli abiti ed il letto, e persino l'amata, la schiava favorita e il cavallo. Inoltre profumavano i templi, le tende, le portantine e persino le vele delle navi.

Gli Arabi di religione Islamica erano famosi per i loro piaceri sensuali e per il loro gusto per le cose belle, e in modo particolare per tutti i tipi di fragranza. Gli Arabi furono i primi ad utilizzare l'alcol e a ideare il processo di distillazione tuttora conosciuto. Fino ad allora le fragranze venivano utilizzate sotto forma di essenze che diventavano rapidamente rancide. L'invasione della Spagna da parte dei Mori ha portato le fragranze in Europa.

Nel Medioevo le crociate importano dall'Oriente materie prime e tecniche del profumo. Al seguito dei Cinesi e degli Arabi, gli alchimisti d'Europa scoprono l'alcol etilico e la distillazione. Dopo i viaggi di Marco Polo, inevitabilmente, il commercio delle spezie s'intensifica. I profumi, si crede, disinfettano e proteggono dalle epidemie: i ricchi portano bocce da profumo piene di muschio, d'ambra o di resine aromatiche. L'uso del profumo accompagna la nascita di un certo stile di vita. I poeti cantano liricamente la femminilità. Nonostante gli avvertimenti della Chiesa, gli uomini galanti e le loro dame assaporano i piaceri della carne nella sensualità dei bagni profumati.

Il Rinascimento propone una nuova visione del mondo. Architetti, ingegneri, artisti e letterati viaggiano in Europa. È l'età d'oro del mecenatismo e dell'arte. Dopo le ricette alchemiche, appaiono i primi trattati di chimica. 
Il Rinascimento fu un periodo molto produttivo, grazie all'interesse di nobili come Caterina Sforza, Isabella e Alfonso d'Este, Lucrezia Borgia, Cosimo de' Medici, i quali amavano molto i profumi, e grazie anche all'arrivo di materie prime fino allora sconosciute portate dagli esploratori di ritorno dai loro grandi viaggi.
La Spagna deteneva in quel periodo il monopolio di ingredienti quali muschio, ambra grigia, zibetto, sandalo e bergamotto, che servivano anche per impregnare le pelli conciate con le quali si producevano guanti e cinture.
In Inghilterra fu la regina Elisabetta I a dare l'impulso decisivo allo sviluppo della profumeria; essa, infatti, impose alle sue suddite di coltivare fiori da essenza e ad imparare a produrre in casa acque odorose e diffuse l'uso dei pomanders, palline a base di ambra che era solita tenere in mano per allontanare le infezioni.
In Italia si era all'avanguardia nell'arte dei profumi: Firenze, Venezia erano celebri in tutta Europa per i loro laboratori, ed è proprio a Venezia che furono pubblicati i primi libri sull'arte della cosmesi e della profumeria.
Bisogna aspettare il 1533 anno in cui Caterina de Medici arriva a Parigi accompagnata dal suo astrologo di fiducia e dal suo profumiere personale perchè in Francia la profumeria cominci a diventare una cosa seria, ma in breve tempo gli artigiani francesi divennero dei veri esperti. Luigi XIV il Re Sole era profumatissimo e così pure il suo successore Luigi XV e le sue famose amanti, la Pompadour e la du Barry, le quali spesero fortune dai profumieri.

Il 1900 è la Belle Epoque, il profumo diventa un prodotto di lusso, ha ormai un nome e un flacone. L'Art Nouveau scatena l'entusiasmo. Per quanto riguarda il profumo, Coty, creatore d'avanguardia, unisce i suoi talenti con quelli di Lalique e fa del profumo un vero prodotto di lusso. Per quanto riguarda la moda, addio ai falsi sederi: Poiret reinventa la silhouette della donna.
Negli Stati Uniti comincia la marcia della bellezza con i primi istituti di cura del corpo e di cosmesi di Elisabeth Arden e di Helena Rubinstein, che solo molto più tardi fabbricheranno profumi.

Storicamente è agli inizi del '900 che vengono per la prima volta utilizzati prodotti di sintesi: Flomary è il primo profumo che contiene "aldeidi", derivati degli idrocarburi che danno una sensazione di freschezza e consentono agli aromi di espandersi; ma la vera affermazione dei sintetici si deve a Ernest Beaux che crea negli Anni Venti per Coco Chanel il famosissimo N.5 nel quale vengono utilizzate le aldeidi in gran quantità. Componenti naturali e prodotti di sintesi sono poi uniti a sostanze che hanno il compito di "ancorare" il profumo alla pelle, sono questi i fissatori, le cui caratteristiche sono quelle di essere poco volatili, incolori, solubili nell'alcol e negli oli essenziali; fra questi, pregiatissimi sono quelli di origine animale: ambra, muschio, zibetto e castoro, di difficile reperimento, molto rari e costosissimi.

Attualmente il significato simbolico dell'incenso rimane forte all'interno delle religioni orientali e occidentali, ma forse l'uso dei profumi ha assunto molta più importanza nella cosmesi. Il profumo rappresenta un forte conduttore di messaggi e oggi più che mai la comunicazione è al centro del nostro sistema. Attraverso il profumo comunichiamo con noi stessi e con il mondo che ci circonda.

Il profumo stimola tutto ciò che appartiene alla parte più irrazionale della mente. Ha il potere di far rivivere momenti e sensazioni che appartengono a un lontano passato. Porta con sé messaggi e ricordi che indissolubilmente si legano ai più intimi pensieri. E non c'è forte sensazione che non sia accompagnata da impercettibili profumi.

 
The scent in history
 
brief notes from the site vinocon
 
 The history of perfume is lost in the mists of time.
 
history-profumo
 
Begins when the man discovers that burning some particular types of timber and resin emanate odors and scented winds. No coincidence that the etymology of the word brings us to "to fumum", that is, through the smoke.
 
Initially thick clouds of fragrant myrrh and aromatic substances were used in religious rites, especially during the offerings to the gods, reached beyond the sky, in a dimension extraterrestrial.
 
Soon, however, the smell and the feeling connected to him became a tool of seduction with very high potential. Pliny tells us that the origin of the perfumes can be traced back to the Persians. According to his observations them they were always soaked. Inherited the cultural heritage of their ancestors, the Medes, the people of magicians and scientists, experts in many arts including cosmetics and perfumery.
 
Persian miniatures often portray noble act of divinity and gently vacuum the fragrance of flowers surrounded by images of stylized corollas. The garden was sublime place, so much so that in the Koran paradise named walled garden.
 
Among the Babylonians the soldiers smeared body of scented balms during rites into battle.
Egyptians and Assyrians, just to mention some of the oldest civilizations, attributed magical power-sacral perfumes. Thanks to their ethereal nature and the beneficial effects on the organism were attributed to these substances divine characteristics as to be considered the means by which the gods communicate with men.
The first documents on perfumery date back to the Egyptians. In this civilization to fragrances, the production of which was within the exclusive competence of the priests, was given ownership to act as a bridge to human aspirations in the afterlife. Emblematic is the embalming ritual: the death of Pharaoh, his body was private bowel, clean with pine oil, filled with essences as myrrh, cassia and cedar and finally wrapped in bandages soaked in aromatic oils.
But as the luxury and refinement went into private life, the Egyptians began to use the odorous substances also in daily hygiene.
 
In the Indian tradition each perfume is identified with a deity, and fragrances are matched with the most valuable parts of the body. Among these, linked to the cult of Krishna is the sandal fragrance which are impregnated garments used in ritual celebrations. Already in Egyptian magical and sacred meaning to it summed up the most profane, tied to the art of seduction. Egyptian women are smeared on the body balms and rested on their sophisticated hairstyle scented ointments.
Even in Mesopotamia, in laboratories close to the temples, you maceravano fresh plants rose, lily, pomegranate and myrrh to be used both during the liturgies that to perfume and treat diseases. The same Alexander the Great,
when he moved the capital to Babylon, he used to perfume her sumptuous robes and rooms.
 
The women of ancient Greece, imitating their favorite goddess, used aromatic oils and perfumes for each part of the body, as well as scented balms and ointments. The scents were a symbol of luxury and refinement and the most expensive and rare, the result of a long process of maceration, came from Delos and Corinth.
According to several testimonies and writings of poets, noblewomen romanespendevano digit invaluable for cosmetics and care of their body. The most popular scents were balsam storax, frankincense and myrrh. They followed the citrus aroma of lemon, bergamot and sandalwood from the Persian territories. But vanity Roman was not just women. Even men of patrician families spent their time devoted to the care of the self and of their beauty: bathrooms, spas, massages and anointings were part of everyday life.
Not smelled only the body but also the hair, the clothes and the bed, and even the beloved, the favorite slave and the horse. Also smelled the temples, the curtains, sedans and even the sails of ships.
 
The Arabs of the Islamic religion were famous for their sensual pleasures and their taste for the finer things, and especially for all types of fragrance. The Arabs were the first to use alcohol and to devise the distillation process still known. Until then the fragrances were used in the form of essences that quickly became rancid. The invasion of Spain by the Moors brought the fragrances in Europe.
 
In medieval crusades importing raw materials from the East and techniques of perfume. The result of the Chinese and the Arabs, the alchemists of Europe discovered ethyl alcohol and distillation. After the travels of Marco Polo, inevitably, the spice trade intensifies. The scents are believed to disinfect and protect against epidemics: the rich bring bowls full of scent of musk, amber or aromatic resins. The use of scent accompanies the birth of a certain lifestyle. The poets sing lyrically femininity. Despite warnings from the Church, gallant men and their ladies taste the pleasures of the flesh in the sensuality of fragrant baths.
 
The Renaissance offers a new vision of the world. Architects, engineers, artists and writers traveling in Europe. It is the golden age of philanthropy and art. After the alchemical recipes, appear the first treatises of chemistry.
The Renaissance was a very productive period, thanks to the interest of noble as Caterina Sforza, Isabella and Alfonso d'Este, Lucrezia Borgia, Cosimo de 'Medici, who were very fond of perfumes, and also thanks to the arrival of raw materials to then unknown brought by the explorers return from their long voyages.
Spain held at the time the monopoly of ingredients such as musk, ambergris, civet, sandalwood and bergamot, which were also used to impregnate the tanned skins which were produced with gloves and belts.
England was Queen Elizabeth I to give decisive impetus to the development of perfumery; it, in fact, imposed his vassals to cultivate flowers essence and learning to produce home-scented water and spread the use of pomanders, balls made from amber that she used to hold in your hand to ward off infections.
In Italy it was at the forefront in the art of perfume: Florence, Venice was famous throughout Europe for their laboratories, and it is in Venice that were published the first books on the art of cosmetics and perfumery.
It was not until 1533 years in which Catherine de Medici arrived in Paris accompanied by her trusted astrologer and his staff because perfumer in France perfumery begin to become a serious business, but soon the French craftsmen became real experts. Louis XIV, the Sun King was fragrant and so did his successor Louis XV and its famous lovers, the Pompadour and du Barry, who spent fortunes by perfumers.
 
1900 is the Belle Epoque, the scent becomes a luxury product, now has a name and a bottle. The Art Nouveau triggers enthusiasm. As for the perfume, Coty, maker cutting edge, combines his talents with those of Lalique perfume and makes a true luxury product. As for fashion, goodbye to false bottoms: Poiret reinvents the silhouette of the woman.
In the United States begins the march of beauty with the first institutions of body care and cosmetics of Elizabeth Arden and Helena Rubinstein, who only much later will manufacture perfumes.
 
Historically it is the beginning of the '900 that are for the first time used synthetic products: Flomary is the first fragrance that contains "aldehyde", hydrocarbon derivatives that give a feeling of freshness and allow flavors to expand; but the real success of synthetics is due to Ernest Beaux who creates in the Twenties to the famous Coco Chanel Ranked # 5 in which aldehydes are used in large quantities. Components of natural and synthetic products are then joined together to substances that have the task to "anchor" the perfume to the skin, these are the fixers, whose characteristics are those of being poorly volatile, colorless, soluble in alcohol and in the essential oils; among these, prized are those of animal origin: amber, musk, civet and beaver, hard to find, very rare and expensive.
 
Currently the symbolic meaning of incense remains strong within the Eastern and Western religions, but perhaps the use of perfumes has assumed much more importance in cosmetics. The scent is a strong conductor posts and today more than ever, communication is at the heart of our system. Through the scent we communicate with ourselves and with the world around us.
 
The scent stimulates everything that belongs to the most irrational of mind. It has the power to revive moments and feelings that belong to a distant past. Brings messages and memories that inextricably bind to the innermost thoughts. And there is a strong feeling that it is not accompanied by subtle scents.