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Profumi Lalique
I profumi della Maison Lalique France breve storia a cura di Francesco Mian E’ nel 1907 che il famoso profumiere Francois Coty, sedotto dalla grande creatività artistica di René Lalique, gli propone di mettere la sua competenza tecnica ed il suo talento al servizio dell’industria del profumo.  Ha così inizio...

I profumi della Maison Lalique France

breve storia

a cura di Francesco Mian

E’ nel 1907 che il famoso profumiere Francois Coty, sedotto dalla grande creatività artistica di René Lalique, gli propone di mettere la sua competenza tecnica ed il suo talento al servizio dell’industria del profumo.  Ha così inizio una fruttuosa collaborazione che porta alla creazione di flaconi per i più grandi profumieri europei; nell’interpretare questa rivoluzione tecnologica commerciale, René Lalique, restò fedele alla filosofian dell’Art Nouveau che intendeva riconciliare l’arte e l’industria.
All’inizio del secolo il profumo veniva venduto in semplici flaconi senza decori o personalizzazioni che ne evocassero le fragranze in essi racchiuse; le signore eleganti che usavano acquistare i vari profumi e le varie essenze, travasavano i liquidi in altrettanti contenitori spesso unici e molto costosi; le ricerche di René Lalique portarono alla produzione di bottiglie preziose ma di costo molto più contenuto, facendo si che i vari profumi potevano venire acquistati da un maggior numero di consumatori e quindi accessibili anche alle tasche più modeste.
Nel 1992, Gérard Tavernas e Marie-Claude Lalique, sulla scia del loro grande predecessore, crearono il primo profumo Lalique de Lalique, un’alchimia superba, insolita e seducente, un’armonia di note fiorite e legnose contenute in un esclusivo oggetto d’arte, un flacone di cristallo soffiato a bocca come nella grande tradizione del marchio.
Nel 1995 nasce un nuovo profumo femminile "Nilang", nel 1996 altro profumo sempre femminile "Claire" e, finalmente, nel 1997 nasce il primo profumo maschile Lalique pour Homme in un flacone d’eccezione ispirato ai tappi dei radiatori creati da René Lalique negli anno ’30 per automobili d’eccezione, un profumo forte e seducente come il leone, "Lion" della mascotte in cristallo che lo sormonta; in seguito, sono nati altri tre bellissimi flaconi sempre con la stessa fragranza, nel 1998 le "Sagittaire", nel 1999 "Phenix" e nel 2003 un nuovo flacone in edizione limitata denominato "Panthère"
Nel 2000 nasce il secondo profumo maschile "Le Faune": una nuovissima fragranza fresca di colore blu indaco che evoca un’immediata sensazione di piacere, relax e benessere; nel 2001 viene lanciato "Equus" un altro profumo maschile con una fragranza elegante, moderna e sensuale; tutti questi profumi vengono accompagnati da flaconi di grande prestigio e di alto valore artistico.
Nel 2001 Lalique reinventa il primo profumo femminile, "Lalique de Lalique" la fragranza diventa più moderna ed attuale ed anche i flaconi sono creati guardando al nuovo millennio; nel 2002 ecco arrivare sul mercato un’altra fragranza femminile, "Tendre Kiss", giovane, fresca e seducente; nel 2003 nasce "l’Eau de Lalique", una fragranza emozionante, magica e straordinaria; nel 2005 arriva la svolta con la creazione di una nuovissima fragranza, "Le Parfume", profumo lussuoso e di altissima qualità destinato ad entrare nei grandi classici della profumeria mondiale; nel 2006, altro profumo femminile, "Perles de Lalique", creato con prodotti di altissima qualità in dosi esagerate in omaggio alla rara e preziosa Rosa di Bulgaria.

Tutte le notizie riportate in questo sito ci sono state fornite dalla LALIQUE S.A.

Il profumo nella storia

brevi note dal sito vinocon

 La storia del profumo si perde nella notte dei tempi. 

Inizia quando l'uomo scopre che bruciando alcuni particolari tipi di legname e di resine si sprigionano odori e venti profumati. Non a caso l'etimologia stessa del termine ci porta al "per fumum", cioè attraverso il fumo.

Inizialmente le dense nubi profumate di mirra e sostanze aromatiche erano utilizzate nei riti religiosi, soprattutto durante le offerte agli dei, raggiunti al di là del cielo, in una dimensione extraterrestre.

Presto però il profumo e il senso a lui connesso divenne uno strumento di seduzione dalle altissime potenzialità. Narra Plinio che l'origine dei profumi va fatta risalire ai Persiani. Secondo le sue osservazioni costoro ne erano sempre impregnati. Ereditarono il patrimonio culturale dai loro antenati, i Medi, popolo di maghi e di scienziati, esperti in numerose arti tra cui la cosmesi e la profumeria.

Le miniature persiane ritraggono spesso nobili e divinità nell'atto di aspirare delicatamente la fragranza di fiori circondati da immagini di corolle stilizzate. Il giardino era luogo sublime, tant'è che nel Corano il paradiso prende il nome giardino cintato.

Tra i Babilonesi i soldati si spalmavano il corpo di balsami profumati durante i riti propiziatori che precedevano le battaglie.
Egizi e Assiri, solo per citare alcune delle civiltà più antiche, attribuivano un potere magico-sacrale ai profumi. Proprio grazie alla loro natura eterea e ai benefici effetti sull'organismo vennero attribuite a queste sostanze caratteristiche divine tanto da essere considerate il mezzo attraverso il quale gli dei comunicano con gli uomini.
I primi documenti sulla profumeria risalgono agli Egizi. In questa civiltà alle fragranze, la produzione delle quali era di sola competenza dei sacerdoti, era attribuita la proprietà di fare da tramite alle aspirazioni umane nell'aldilà. Emblematico è il rituale dell'imbalsamazione: alla morte del Faraone, il suo corpo era privato delle viscere, pulito con olio di pino, riempito di essenze come mirra, cassia e cedro ed infine avvolto in bende impregnate di oli aromatici. 
Ma via via che il lusso e la raffinatezza entrarono nella vita privata, gli Egizi iniziarono ad impiegare le sostanze odorose anche nell'igiene quotidiana.

Nella tradizione indiana ogni profumo viene identificato con una divinità, e le fragranze più pregiate trovano corrispondenza con le parti del corpo. Tra queste, legato al culto di Krishna è il sandalo della cui fragranza sono impregnate le vesti usate nelle celebrazioni rituali. Già nella cultura egizia al significato magico-sacrale si sommò quello più profano, legato all'arte del sedurre. Le donne egizie si spalmavano sul corpo balsami e posavano sulla loro raffinata acconciatura pomate profumate.
Anche in Mesopotamia, all'interno di laboratori vicini ai templi, si maceravano piante fresche di rosa, giglio, melograno e mirra da utilizzare sia durante le liturgie che per profumarsi e curare malattie. Lo stesso Alessandro Magno,
quando spostò la capitale a Babilonia, soleva profumare le sue suntuose tuniche e stanze.

Le donne dell'antica Grecia, imitando la loro dea preferita, usavano oli aromatici e profumi per ogni parte del corpo, oltre a balsami e pomate odorose. I profumi erano simbolo di lusso e raffinatezza e quelli più costosi e rari, frutto di un lungo processo di macerazione, provenivano da Delos e Corinto.
Secondo diverse testimonianze e scritti dei poeti, le nobildonne romane spendevano cifre inestimabili per la cosmesi e la cura del loro corpo. Gli aromi più diffusi erano il balsamo storace, l'incenso e la mirra. Seguirono l'aroma agrumato del limone, il bergamotto e il sandalo provenienti dai territori persiani. Ma la vanità romana non era solo femminile. Anche gli uomini delle famiglie patrizie trascorrevano il loro tempo dedicandosi alla cura del sé e della loro bellezza: bagni, terme, massaggi e unzioni facevano parte della vita quotidiana.
Non si profumavano solo il corpo ma anche i capelli, gli abiti ed il letto, e persino l'amata, la schiava favorita e il cavallo. Inoltre profumavano i templi, le tende, le portantine e persino le vele delle navi.

Gli Arabi di religione Islamica erano famosi per i loro piaceri sensuali e per il loro gusto per le cose belle, e in modo particolare per tutti i tipi di fragranza. Gli Arabi furono i primi ad utilizzare l'alcol e a ideare il processo di distillazione tuttora conosciuto. Fino ad allora le fragranze venivano utilizzate sotto forma di essenze che diventavano rapidamente rancide. L'invasione della Spagna da parte dei Mori ha portato le fragranze in Europa.

Nel Medioevo le crociate importano dall'Oriente materie prime e tecniche del profumo. Al seguito dei Cinesi e degli Arabi, gli alchimisti d'Europa scoprono l'alcol etilico e la distillazione. Dopo i viaggi di Marco Polo, inevitabilmente, il commercio delle spezie s'intensifica. I profumi, si crede, disinfettano e proteggono dalle epidemie: i ricchi portano bocce da profumo piene di muschio, d'ambra o di resine aromatiche. L'uso del profumo accompagna la nascita di un certo stile di vita. I poeti cantano liricamente la femminilità. Nonostante gli avvertimenti della Chiesa, gli uomini galanti e le loro dame assaporano i piaceri della carne nella sensualità dei bagni profumati.

Il Rinascimento propone una nuova visione del mondo. Architetti, ingegneri, artisti e letterati viaggiano in Europa. È l'età d'oro del mecenatismo e dell'arte. Dopo le ricette alchemiche, appaiono i primi trattati di chimica. 
Il Rinascimento fu un periodo molto produttivo, grazie all'interesse di nobili come Caterina Sforza, Isabella e Alfonso d'Este, Lucrezia Borgia, Cosimo de' Medici, i quali amavano molto i profumi, e grazie anche all'arrivo di materie prime fino allora sconosciute portate dagli esploratori di ritorno dai loro grandi viaggi.
La Spagna deteneva in quel periodo il monopolio di ingredienti quali muschio, ambra grigia, zibetto, sandalo e bergamotto, che servivano anche per impregnare le pelli conciate con le quali si producevano guanti e cinture.
In Inghilterra fu la regina Elisabetta I a dare l'impulso decisivo allo sviluppo della profumeria; essa, infatti, impose alle sue suddite di coltivare fiori da essenza e ad imparare a produrre in casa acque odorose e diffuse l'uso dei pomanders, palline a base di ambra che era solita tenere in mano per allontanare le infezioni.
In Italia si era all'avanguardia nell'arte dei profumi: Firenze, Venezia erano celebri in tutta Europa per i loro laboratori, ed è proprio a Venezia che furono pubblicati i primi libri sull'arte della cosmesi e della profumeria.
Bisogna aspettare il 1533 anno in cui Caterina de Medici arriva a Parigi accompagnata dal suo astrologo di fiducia e dal suo profumiere personale perchè in Francia la profumeria cominci a diventare una cosa seria, ma in breve tempo gli artigiani francesi divennero dei veri esperti. Luigi XIV il Re Sole era profumatissimo e così pure il suo successore Luigi XV e le sue famose amanti, la Pompadour e la du Barry, le quali spesero fortune dai profumieri.

Il 1900 è la Belle Epoque, il profumo diventa un prodotto di lusso, ha ormai un nome e un flacone. L'Art Nouveau scatena l'entusiasmo. Per quanto riguarda il profumo, Coty, creatore d'avanguardia, unisce i suoi talenti con quelli di Lalique e fa del profumo un vero prodotto di lusso. Per quanto riguarda la moda, addio ai falsi sederi: Poiret reinventa la silhouette della donna.
Negli Stati Uniti comincia la marcia della bellezza con i primi istituti di cura del corpo e di cosmesi di Elisabeth Arden e di Helena Rubinstein, che solo molto più tardi fabbricheranno profumi.

Storicamente è agli inizi del '900 che vengono per la prima volta utilizzati prodotti di sintesi: Flomary è il primo profumo che contiene "aldeidi", derivati degli idrocarburi che danno una sensazione di freschezza e consentono agli aromi di espandersi; ma la vera affermazione dei sintetici si deve a Ernest Beaux che crea negli Anni Venti per Coco Chanel il famosissimo N.5 nel quale vengono utilizzate le aldeidi in gran quantità. Componenti naturali e prodotti di sintesi sono poi uniti a sostanze che hanno il compito di "ancorare" il profumo alla pelle, sono questi i fissatori, le cui caratteristiche sono quelle di essere poco volatili, incolori, solubili nell'alcol e negli oli essenziali; fra questi, pregiatissimi sono quelli di origine animale: ambra, muschio, zibetto e castoro, di difficile reperimento, molto rari e costosissimi.

Attualmente il significato simbolico dell'incenso rimane forte all'interno delle religioni orientali e occidentali, ma forse l'uso dei profumi ha assunto molta più importanza nella cosmesi. Il profumo rappresenta un forte conduttore di messaggi e oggi più che mai la comunicazione è al centro del nostro sistema. Attraverso il profumo comunichiamo con noi stessi e con il mondo che ci circonda.

Il profumo stimola tutto ciò che appartiene alla parte più irrazionale della mente. Ha il potere di far rivivere momenti e sensazioni che appartengono a un lontano passato. Porta con sé messaggi e ricordi che indissolubilmente si legano ai più intimi pensieri. E non c'è forte sensazione che non sia accompagnata da impercettibili profumi.

 

 

Lalique