Mian vendita articoli da regalo a Roma
Cristallo Lalique e Daum France brevi note a cura di Francesco Mian    Le mille facce e le mille forme del cristallo; dal vaso al lume, dalla scultura, al pezzo unico fino all’oggetto irripetibile; suono, brillantezza, emozione, sono i tre cardini delle creazioni Lalique e Daum, “Case blasonate" che, da Mian, dispongono di...
Cristallo Lalique e Daum France
brevi note
a cura di Francesco Mian 
 
Le mille facce e le mille forme del cristallo; dal vaso al lume, dalla scultura, al pezzo unico fino all’oggetto irripetibile; suono, brillantezza, emozione, sono i tre cardini delle creazioni Lalique e Daum, “Case blasonate" che, da Mian, dispongono di una vetrina senza pari nella nostra Roma Capitale.
 
Essere trasparenti non è facile, trasparenza, se vogliamo, è sinonimo di sincerità e schiettezza, fragilità ma, anche, costanza e ambizione; questo vale per gli uomini, e le donne, dal tempo dei tempi.
 
Poi c’è l’arte e l’artigianato; mani sapienti e appassionate, cariche di esperienza e tradizione, realizzano sogni, idee, forme, colori, sapori, tutto all’insegna della luce, quella vera, intensa, abbagliante. Vetro? No, cristallo. Non tutti, certamente, conoscono la differenza tra l’uno e l’altro, ma la differenza è piuttosto pesante: il cristallo contiene ossido di piombo per  almeno  il 24%, ed è proprio il piombo a conferire agli oggetti di ogni dimensione quelle doti di sonorità e rifrazione paragonabili a quelle dei diamanti.
Lasciamo stare la chimica e occupiamoci, piuttosto, di stile; stile, forma, luce e passione di due grandi manifatture che, insieme a Baccarat, da anni, lavorano sulle nostre emozioni: Lalique e Daum France, due nomi importanti, fondamentali, che da quasi due secoli sono al vertice mondiale nella produzione del cristallo; dal vaso al gioiello, dalla statuetta alla scultura più ambiziosa, il cristallo occupa un posto preminente ovunque, in salotto come in giardino, in campagna come in città.
Il cristallo, in questi ultimi anni, sta tornando alla grande ad occupare i nostri spazi, scalzando senza troppi complimenti perfino l’argento, e non si tratta, teniamo a precisare,  solo di imbandire la tavola (bicchieri, zuppiere, ecc.); qui siamo alla scultura, la gioielleria, la storia, storia e gloria di un artigianato che affonda le sue radici nel passato remoto; un artigianato che si è lasciato volentieri contaminare da mille culture e mille filosofie e che racchiude, immancabilmente, i nostri ricordi, le nostre battaglie, le nostre conquiste di ieri e, perché no, di oggi e di domani.