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quotazioni settimanali dell'oro 18 Kt e dell'argento 800 (metalli preziosi usati a fusione) variazioni tra nord, centro e sud Milano - Roma - Napoli   settimana dal 16 al 21 febbraio 2015    oro 18 Kt - € 23,00 - 24,39 - 24,52 argento 800 - € 0,23 - 0,28 - 0,29   Sterlina (v.c) &eur...
quotazioni settimanali dell'oro 18 Kt e dell'argento 800
(metalli preziosi usati a fusione)
variazioni tra nord, centro e sud
Milano - Roma - Napoli
 
settimana dal 16 al 21 febbraio 2015
  
oro 18 Kt - € 23,00 - 24,39 - 24,52
argento 800 - € 0,23 - 0,28 - 0,29
 
oro-e-argento_2013-10-28_15-44-59.jpeg
Sterlina (v.c) € 247.67 € 284.34
Sterlina (n.c) € 250.49 € 288.74
Sterlina (post 74) € 250.49 € 288.74
Marengo Italiano € 196.02 € 221.33
Marengo Svizzero € 191.47 € 217.43
Marengo Francese € 188.33 € 216.45
Marengo Belga € 188.33 € 215.93
Marengo Austriaco € 188.28 € 215.93
20 Marchi € 245.71 € 281.81
10 $ Liberty € 520.33 € 620.28
10 $ Indiano € 521.57 € 646.26
20 $ Liberty € 1066.79 € 1178.45
20 $ St. Gaudens € 1071.65 € 1192.89
4 Ducati Austria € 449.28 € 548.03
100 Corone Austria € 1007.58 € 1137.76
100 Pesos Cile € 597.29 € 666.28
Krugerrand € 1025.62 € 1182.94
50 Pesos Messico € 1238.46 € 1387.00
 

ORO

L'oro, metallo nobile per eccellenza, è estremamente duttile e malleabile pertanto non è possibile realizzare gioielli od altri oggetti di uso comune in oro puro in quanto al primo utilizzo si deformerebbero e le pietre preziose eventualmente alloggiate andrebbero perse. L’oro viene quindi legato con altri metalli, in special modo rame e/o argento. La percentuale di oro presente nella lega viene definita titolo dell’oro e viene espressa in millesimi o in carati (K). L’oro allo stato puro (1000 millesimi) viene per convenzione definito a 24 K (carati). In Italia il titolo dell’oro tradizionalmente usato in gioielleria è il 18K (750 millesimi); vengono lavorati anche gioielli, generalmente destinati all’esportazione, a titolo inferiore e precisamente 14K (585 millesimi), 12K (500 millesimi) e 8K (333 millesimi). Il titolo dell’oro deve essere chiaramente specificato su ogni gioiello e viene impresso in una losanga. Vicino al titolo è obbligatorio che ci sia il marchio di identificazione per risalire al fabbricante dell’oggetto. Il tipo di metallo unito con l’oro determina anche l’aspetto ed in modo particolare il colore della lega: a parità di titolo una lega ottenuta con il rame avrà un colore più rosso rispetto ad una lega ottenuta con l’argento che avrà invece un colore giallo chiaro. Quello che invece viene comunemente definito Oro bianco viene prodotto legando l’oro, necessariamente a 18K (750 millesimi), con una particolare lega inventata in America negli anni cinquanta, chiamata LEKOR o più impropriamente “lega americana”, composta fondamentalmente da nichel, zinco e rame. Si è poi prodotto, anche se con scarso successo commerciale, l’oro verde e l’oro blu, entrambi a 18k, ottenuti rispettivamente legando l’oro puro con l’argento puro e l’oro puro con il ferro. L’oro non si ossida, è inattaccabile dagli acidi, eccezion fatta per  l’ ”acqua regia”; un’ultima osservazione, il mercurio contenuto nei termometri ed in particolari pomate dermatologiche può, venendo a diretto contatto con i gioielli in oro, creare uno strato superficiale sugli stessi dal colore grigio piombo, è possibile rimuoverlo facendo spazzolare i gioielli in un laboratorio orafo. 
 
ARGENTO 
In Italia il titolo minimo della lega d’argento commerciabile in prodotti finiti è di 800 millesimi; altri titoli possono essere solo superiori. I titoli sono impressi in un ovale: 800 millesimi vuol dire che su mille parti di metallo 800 sono di argento e 200 di rame in lega, 925 millesimi vuol dire pertanto che su mille parti di metallo 925 sono di argento e solo 75 di rame in lega. L’argento con un titolo minimo di 925 millesimi prende anche il nome di argento sterling. Vicino al titolo è importante che ci sia il marchio di identificazione per risalire al fabbricante dell’oggetto. E’ bene ricordare che l’argenteria va usata tutti i giorni, la si può mettere in lavastoviglie e non crea alcun problema particolare; i vassoi ed i piatti sporchi di cibo possono essere lavati normalmente prestando solo un po’ di attenzione al limone ed all’aceto che formano delle macchie ossidanti. Una volta usate le posate possono essere tranquillamente riposte nel cassetto con le posate di acciaio. Se invece si pensa di non usarle per un lungo periodo di tempo e opportuno avvolgerle in panni o in fogli di carta velina o anche in semplici fogli di giornale ricordandosi, in ogni caso, di chiudere il tutto in sacchetti di plastica per evitare l’ossidazione. Legare i sacchetti con lo spago, gli elastici di gomma sono nemici degli argenti. Con il passare del tempo l’argenteria si annerisce, in particolare negli interni riscaldati. Per evitare o almeno limitare tale inconveniente è opportuno passare l’argenteria ogni settimana con uno straccio inumidito di alcol. Esistono poi in commercio dei prodotti specifici per pulire l’argenteria, preferire i prodotti in crema e seguire con attenzione le istruzioni per l’uso del singolo prodotto facendo però bene attenzione a rimuovere prima ogni traccia di polvere che altrimenti, mescolandosi alla crema di pulizia, potrebbe creare una pasta abrasiva che righerebbe i vostri argenti. 
 
recupero dell'oro da vecchi gioielli
 
Per poter recuperare l’oro puro contenuto nei gioielli usati, essi dovranno essere portati dalla loro condizione solida a liquida, attraverso la loro fusione. Il materiale da fondere è quindi posto all’interno del crogiolo con l’aggiunta del borace che serve per facilitare lo scioglimento dei metalli puri e crea inoltre una pellicola che forma una protezione per il metallo in fusione dall’ossidazione; il salnitro si aggiunge in ultimo per rendere la fusione più liquida. Raggiunto il punto di fusione, per l’oro è di 1064° gradi centigradi, il crogiolo viene estratto dal forno per poter colare il liquido contenuto all’interno di appositi recipienti chiamati staffe generalmente di ghisa o grafite. La staffa viene riscaldata per togliere l’umidità e viene leggermente unta con olio di lino per rendere più semplice il distacco del metallo dal contenitore. Nell’operazione di colata bisogna prestare particolare attenzione alla velocità con la quale si versa il liquido per evitare solidificazioni a strati che non renderebbero omogenea la verga così ottenuta e falserebbero quindi i risultati dell’analisi che dovrà seguire.
Al termine dell’operazione di fusione la verga è analizzata per conoscere la quantità del materiale prezioso contenuto.
L’analisi è il sistema con cui si determina il titolo di purezza e di conseguenza la quantità di materiale prezioso contenuto attraverso il metodo della coppellazione. Questo sistema era utilizzato anche nell’antichità e se ne trova traccia già nella storia Egizia dal 1360 a.C.
Innanzi tutto viene prelevato un campione di circa 0,25 g, attraverso la trapanatura, quindi lo si pone su di un sottile foglio di piombo insieme all’argento d’inquartazione con un rapporto di 1 a 3 e di seguito viene inserito in una coppella (il crogiolo) all’interno di un forno alla temperatura di 1150° fino alla completa coppellazione di tutto il metallo; la fusione del piombo produce ossido di piombo che ingloba i metalli vili (non nobili).  Con questo procedimento si ottiene una perlina che fatta passare attraverso un laminatoio la trasforma in una sottile striscia affinché l’acido di separazione, l’acido nitrico, possa agire più efficacemente.
Si pone poi la striscia all’interno di un matraccio insieme a dei prodotti che impediscono all’acido di traboccare e lo si porta ad ebollizione; questa operazione deve essere compiuta dalle due alle tre volte. Il risultato ottenuto a questo punto è un cornetto d’oro che verrà posto in un crogiolo per la ricottura finale ad una temperatura di 800°/1000°; al termine di questa operazione andremo a pesare il cornetto d’oro puro ricavato e con un semplice calcolo del rapporto tra il peso iniziale e il peso finale, moltiplicato per mille, ci confermerà la purezza del campione analizzato.