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il Diamante brevi note sul diamante da anelli.it a cura di Francesco Mian Molti “naviganti” di internet cercano guide sul diamante, spesso però le guide al diamante sono complicatissime e finiscono per confondere le idee; possiamo riassumere i concetti principali, quelli importanti per un sano acquisto, che sia...

diamante_2015-01-20_09-24-59.jpgil Diamante

brevi note sul diamante

da anelli.it

a cura di Francesco Mian

Molti “naviganti” di internet cercano guide sul diamante, spesso però le guide al diamante sono complicatissime e finiscono per confondere le idee; possiamo riassumere i concetti principali, quelli importanti per un sano acquisto, che sia online o altrove, partendo dal diamante taglio brillante, cioè il famoso taglio rotondo o a cono, che è quello più presente e utilizzato in gioielleria.

  • La “leggenda metropolitana del “brillante”
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  • Iniziamo quindi questa guida al diamante parlando del famoso “brillante” termine con il quale viene fatta una enorme confusione nel nostro e in altri paesi. Bene, affrontiamo subito questa (a mio giudizio) leggenda metropolitana legata alla parola “brillante
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  • Il brillante è un tipo di taglio, non un tipo di diamante, punto e basta.
  • Spieghiamoci meglio: Una pietra a taglio tondo (forma a cono di profilo, forma tonda vista dall’alto) è tagliata a forma di brillante. Quindi quando si dice “un brillante naturale.. ” si sta dicendo una cosa inesatta. Il brillante è solo una delle tante forme che può assumere un diamante con un taglio. Esempio: Un rubino tagliato a forma di brillante sarà: Rubino taglio brillante; uno smeraldo tagliato a forma di brillante sarà: Smeraldo taglio brillante; come anche un vetro o uno zircone tagliato brillante sarà: vetro taglio brillante o zircone taglio brillante ecc.
  • Quindi in conclusione quello che vale, che dura e che è così prezioso e rarissimo è il diamante naturale, un carbone invecchiato sotto terra per millenni. Quando i diamanti vengono estratti hanno in natura una forma cubica con diverse sfaccettature, per essere più spiccioli nell’esempio provate a guardare un chicco di sale grosso o un frammento di vetro di un finestrino di un’automobile, quella è (grosso modo, in maniera molto semplificativa) l’apparenza che ha un diamante grezzo.
  • In base alle caratteristiche di questo diamante grezzo, alle sue dimensioni, alle impurità che vi sono al suo interno, il diamante grezzo viene suddiviso e tagliato in diversi modi. Il diamante grezzo può essere tagliato a forma di cuore ( diamante naturale taglio a cuore) a forma di goccia (diamante naturale taglio goccia) a forma di brillante (diamante naturale taglio brillante) e altre forme stupende come la baguette, il princess, la navette ecc.
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  • Ultima analisi di estrema chiarezza
  • Diamante naturale = pietra preziosa di estremo valore;
  • Brillante = tipo di taglio di una qualsiasi pietra;
  • Il colore dei diamanti
  • diamanti si distinguono per il loro colore, che è la prima caratteristica che risalta all’occhio di tutti. I colori vanno dal bianco eccezionale superiore al giallo, cioè dalla lettera D (massimo del bianco) alla lettera Z (massimo del giallo), tutte le lettere comprese tra D e Z sono sfumature del bianco che gradualmente comincia a diventare giallo.
  • Le colorazioni più commerciate in gioielleria sono la G e la H, cioè il bianco extra, un colore ottimo, molto bello. Sopra la G e la H cominciano le colorazioni più da “collezione” come F, E, e il famosissimo colore D. F è un bianco extra superiore (Il più utilizzato nel nostro sito) Il colore è un bianco eccezionale, mentre D è il bianco eccezionale superiore, il massimo, difficilissimo da trovare, molte gioiellerie non ne hanno mai commerciato uno.
  • Riepiloghiamo con una piccola classifica le colorazioni principali, partendo dalla D, che è la colorazione più costosa:
  • D – Bianco eccezionale superiore (utilizzato per gioielli unici – alta gioielleria) 
  • E – Bianco eccezionale (utilizzato per gioielli molto importanti – alta gioielleria)
    F – Bianco extra superiore (utilizzato per gioielli molto importanti – alta gioielleria)
    G – Bianco extra (ottimo colore, il più diffuso nella medio/alta gioielleria) 
    H – Bianco (gioielli commerciali)
    I – Bianco leggermente sfumato (gioielli commerciali economici) 
    Gli altri colori fino alla lettera Z si avvicinano tutti sempre di più al giallo.
  • La purezza dei diamanti
  • Ogni diamante ha delle impurità al suo interno, sarebbe falso dichiarare il contrario. Le impurità possono essere impercettibili, visibili solo da un esperto al microscopio, oppure visibili ad una lente da orafo da un orafo, oppure possono essere delle piccole impurità di colore nero visibili anche ad occhio nudo.
  • Per una migliore comprensione delle purezze stiliamo questa classifica partendo dalla purezza massima “IF”. E’ ovvio che più un diamante è puro più è alto il suo prezzo e il suo valore:
  • IF = Massimo della purezza (nessuna inclusione visibile con la lente da orafo, oppure inclusioni difficilmente visibili ma insignificanti. I diamanti IF sono utilizzati per gioielli unici e da collezione, il loro costo è elevatissimo)
  • VVS1-VVS2 = Altissimo grado di purezza (delle piccolissime inclusioni, molto difficili da vedere con una lente da orafo, impossibili da vedere ad occhio nudo. Va ricordato che anche un gemmologo potrebbe non vedere un VVS1-VVS2 perché si tratta di impurità veramente insignificanti. I diamanti VVS1 e VVS2 sono utilizzati per gioielli unici e di alta gioielleria)
  • VS1 – VS2 = Grado di purezza medio (sono delle inclusioni piccole che si riescono ad individuare con una lente da orafo, non sono visibili ad occhio nudo salvo qualche rara eccezione. E’ il grado di purezza più utilizzato nella medio/alta gioielleria, è un ottimo rapporto qualità-prezzo)
  • SI1-SI2 = Grado di purezza basso (il grado di purezza SI1-SI2 è al di sotto della comune gioielleria, viene utilizzato generalmente per gioielli di medio-bassa qualità. Gli SI1-SI2 sono piccoli segni che si vedono facilmente con una lente da orafo, in alcuni casi possono essere visibili anche ad occhio nudo)
  • P1, P2, P3 = Ultimo grado di purezza (sono i diamanti con inclusioni rilevanti visibili anche ad occhio nudo. Le impurità di questa categoria la rendono molto molto economica.
  • La caratura dei diamanti
  • Il Carato del diamante è un’unità di peso che equivale ad un quinto di grammo. Va ricordato che carato si scrive con la C, e non va confuso con Karato scritto con la K, perché in quel caso si fa riferimento alla karatura dell’oro, esempio 18 kt. 24 kt. ecc ossia alla quantità di oro puro presente nel metallo. La caratura del diamante, ossia il suo peso, può essere anche abbreviata in “ct. ” Esempio 1,50 ct.
  • La caratteristica più particolare della caratura è la moltiplicazione del prezzo del diamante quando quest’ultimo diventa più grande: I diamanti costano in base ad una tabella internazionale chiamata “Rapaport” che li suddivide in fasce di grandezza e di qualità
  • Il Rapaport stabilisce quanto costa un diamante di una certa grandezza, di un certo colore e di una certa purezza. Ogni fascia di grandezza ha un costo differente. Un caso particolare che si può citare è ad esempio lo “scalino” dei diamanti di mezzo carato: Un diamante di 0,48 ct. e uno di identica qualità di 0,49 ct. appartengono alla stessa fascia di prezzo, quindi la loro differenza commerciale è di poche decine di euro. Mentre tra un diamante di 0,49 ct. e uno di 0,50 ct. Possono correre anche 2000 euro di differenza, questo perché, anche se vicinissimi come peso, appartengono a fasce di prezzo Rapaport diverse.