Oggetti d'arte russa Mian
101 - S. Michele e S. Paolo

Icona su tavola
cm. 60 x 70
epoca fine 1600
import 1985
tavola per Iconostasi
Icone Antiche - Icons Russian Antiques
Antiche Icone - 18° e 19° secolo - Russian Art
 San Michele Arcangelo brevi note a cura di Francesco Mian   L'immagine di Michele arcangelo sia per il culto che per l'iconografia, dipende dai passi dell'Apocalisse; è comunemente rappresentato alato in armatura con la spada o lancia con cui sconfigge il demonio, spesso nelle sembianze di un drago; è il comandante de...
 San Michele Arcangelo
brevi note
a cura di Francesco Mian
 
L'immagine di Michele arcangelo sia per il culto che per l'iconografia, dipende dai passi dell'Apocalisse; è comunemente rappresentato alato in armatura con la spada o lancia con cui sconfigge il demonio, spesso nelle sembianze di un drago; è il comandante dell'esercito celeste contro gli angeli ribelli del diavolo, che vengono precipitati a terra; a volte ha in mano una bilancia con cui pesa le anime (psicostasia), particolare che deriva dalla tradizione islamica (a sua volta derivante dalla mitologia egizia e persiana), ma che non ha nessun fondamento nelle scritture cristiane o nella tradizione Cristiana precedente, come dimostra M. Asìn Palacios ne l'escatologia islamica nella Divina Commedia.
Sulla base del libro dell'Apocalisse ne vennero scritti altri dedicati a Michele che finirono per definirlo come essere maestoso con il potere di vagliare le anime prima del Giudizio; l'iconografia bizantina predilige l'Immagine dell'Arcangelo in abiti da dignitario di corte (con il loron) rispetto a quella del guerriero che combatte il demonio o che pesa le anime, più adottata invece in Occidente.
Secondo vari studiosi, tra cui lo scrittore scozzese Robert J. Stewart, San Michele e San Giorgio sono eredi dell'immagine dell'eroe radioso che uccide un drago, parte della fase solare del mito della creazione il cui prototipo fu il Dio babilonese Marduk. 
 
Nella Messa tridentina san Michele è ricordato espressamente più volte; innanzitutto è menzionato nel Confiteor primo fra i santi dopo la Vergine Maria; lo si ritrova quindi nella preghiera di benedizione dell'incenso, in cui l'Arcangelo viene invocato come «colui che sta alla destra dell'altare dell'incenso». Secondo il celebre liturgista Prosper Guéranger san Michele potrebbe essere citato erroneamente al posto dell'Arcangelo Gabriele, che viene menzionato dal Vangelo di Luca.
Papa Leone XIII ordinò infine di recitare la Preghiera a San Michele in ginocchio davanti all'altare al termine di tutte le Messe, escluse quelle solenni; lo stesso Pontefice stabilì un rito esorcistico in cui, nella prima parte, viene invocato come "Principe gloriosissimo delle Milizie Celesti", come "Custode e Patrono della Santa Chiesa", San Michele Arcangelo, affinché venga in difesa dei Cristiani contro il demonio.
 
I teologi Cristiani, sia Cattolici che Protestanti, sono concordi nell'identificare, nell'Antico Testamento, l'Angelo del Signore (al singolare) come una prefigurazione del Cristo; quindi una teofania. Gesù nella sua esistenza preumana era conosciuto anche come la "Parola di Dio", che i Testimoni di Geova interpretano come "il portavoce del padre", e che sia anche in effetti conosciuto come Michele, per il suo unico ruolo di Arcangelo o "Angelo Capo" e di comandante contro Satana; Gesù è anche identificato, dai Testimoni di Geova, sulla base di alcuni passi biblici, con l'arcangelo Michele capo dell'esercito angelico che combatte contro il Demonio e il suo esercito nell'Apocalisse.
 
Il culto dell'Arcangelo Michele (impropriamente ma tradizionalmente equiparato ad un Santo) è di origine orientale. L'imperatore Costantino I a partire dal 313 gli tributò una particolare devozione, fino a dedicargli il Micheleion, un imponente santuario fatto costruire a Costantinopoli; la prima Basilica dedicata all'Arcangelo in Occidente è quella che sorgeva su di un'altura al VII miglio della Via Salaria, ritrovata dalla Soprintendenza Archeologica di Roma nel 1996; il giorno della sua dedica, officiata con ogni probabilità da un Papa prima del 450, ovvero il 29 settembre, è rimasto fino ad oggi quello in cui tutto il mondo cattolico festeggia "San Michele". La basilica "in Septimo" fu meta di pellegrinaggi fino al IX secolo, quando il riferimento geografico della festa del 29 settembre risulta trasferito al Santuario garganico e alla chiesa di Castel Sant'Angelo a Roma.
 
In Oriente San Michele è venerato con il titolo di "Archistratega", che corrisponde al titolo latino di princeps militiae caelestis (principe delle milizie celesti) che compare nella preghiera a San Michele.
Alla fine del V secolo il culto si diffuse rapidamente in tutta Europa, anche in seguito all'apparizione dell'Arcangelo sul Gargano in Puglia; secondo la tradizione, l'Arcangelo sarebbe apparso a San Lorenzo Maiorano, vescovo di Siponto l'8 maggio 490, ed indicatagli una grotta sul Gargano lo invitò a dedicarla al culto Cristiano. In quel luogo sorge tutt'oggi il Santuario di San Michele Arcangelo - Celeste Basilica - (nel mezzo del nucleo cittadino di Monte Sant'Angelo), che nel Medioevo fu meta di ininterrotti flussi di pellegrini, i quali per giungervi percorrevano un percorso di purificazione lunga la Via Francigena.
Fin dal VII secolo i pastori pugliesi che si recavano in transumanza sulla Majella portarono con loro il culto di San Michele Arcangelo. A Lettomanoppello a circa 750 ms.l.m. c'è un'ampia grotta in cui è collocata una statua in pietra del Santo particolarmente venerata nei secoli passati da tutti i lettesi (abitanti di Lettomanoppello) che, ogni anno, l'8 di maggio si recavano in processione dal paese fino alla grotta per celebrarvi messa. Pietro da Morrone, poi papa Celestino V, ai piedi della grotta costruì una piccola cappella; attualmente nella grotta è collocata una copia della statua in quanto quella originale, poiché di notevole valore storico-artistico (nonché economico) dopo un tentativo di furto è custodita presso il Museo delle Genti d'Abruzzo a Pescara.
Nella vita di papa Gregorio I riportata dalla Leggenda aurea, si narra che durante una tremenda pestilenza, al termine di una processione con il canto delle litanie istituite dal papa intorno alla città di Roma, Gregorio vide apparire su Castel Sant'Angelo San Michele che deponeva la spada nel fodero, segno che le preghiere erano state ascoltate e che la terribile epidemia sarebbe cessata. Per commemorare l'episodio sul monumento fu eretta una statua raffigurante l'arcangelo.
Altro luogo di venerazione dell'Arcangelo Michele è l'isolotto francese di Mont Saint-Michel; qui, secondo la leggenda, l'Arcangelo Michele apparve nel 709 a sant'Uberto, Vescovo di Avranches, chiedendo che gli fosse costruita una chiesa sulla roccia; il Vescovo ignorò tuttavia per due volte la richiesta finché San Michele non gli bruciò il cranio con un foro rotondo provocato dal tocco del suo dito, lasciandolo tuttavia in vita; il cranio di Sant'Uberto con il foro è conservato nella cattedrale di Avranches.
Molto caro ai russi assieme all'Arcangelo Gabriele è oggetto di diverse Icone. Un monastero del XII secolo a Lui dedicato, costruito sulla foce della Dvina, ha dato il nome all'intera città di Arcangelo, nel nord della Russia.
Il culto di san Michele fu assai caro ai Longobardi, e in Italia l'Arcangelo Michele è patrono di molti paesi e alcune città; sul Monte Pirchiriano, nel territorio di Sant'Ambrogio di Torino, i Longobardi costruirono una piccola edicola dedicata all'Arcangelo Michele, che successivamente nell'anno 986 divenne Abbazia denominata Sacra di San Michele.
Il culto fu caro anche a San Colombano ed ai monaci colombaniani di Bobbio, lo stesso santo monaco missionario irlandese fondò numerose chiese dedicati al santo nella sua opera evangelizzatrice in Europa ed eresse nel 615 l'Eremo di San Michele di Coli poco distante da Bobbio e dalla sua abbazia.
Giovanna d'Arco identificò nell'Arcangelo Michele una delle Voci che la ispirarono e la prima che le si presentò.
San Michele viene invocato per la buona morte perché faccia entrare le anime in Paradiso ed è il protettore della Sinagoga e della Chiesa Cristiana, dei paracadutisti, commercianti, maestri d'arme, poliziotti, merciai, speziali, fabbricanti di bilance e schermidori.
È curiosa la storia di Cerveteri: Si racconta che l'8 maggio dell'842 i Saraceni, attratti da Cerveteri, tentarono un'incursione, ma dopo aver fatto pochi metri furono gradualmente avvolti in una fittissima nebbia; i Saraceni comunque non si arrestavano, poiché erano guidati dal suono della campana che avvisava i cittadini del pericolo. Ad un certo punto, però, le campane si fermarono improvvisamente, lasciando sbigottito lo stesso campanaro, e così i saraceni furono costretti a tornare alle loro navi, avendo perso l'ultima speranza di orientamento. Non vi furono dubbi sulla causa: il massimo difensore della fede non aveva permesso che venisse profanato un luogo a lui caro, dato che lasciò anche le sue impronte sulla campana.
La festa si celebra normalmente il 29 settembre, ma anche l'8 maggio, ricorrenza dell'apparizione. In queste occasioni, la liturgia prevede che si celebri la Messa degli Angeli, cantata in latino.
 
L'Acangelo Michele nell'Ebraismo 
 
Secondo l'esegesi della religione ebraica l'Angelo Michele, che è un Serafino, sostiene il popolo d'Israele e rappresenta il Kohen Gadol nelle Regioni eccelse, è infatti legato alla Sefirah Chessed ed è chiamato Grande come il popolo d'Israele.
« ...Samek indica Mikael che sostiene Israele, lo difende e ne attesta la rettitudine; se non fosse per lui, che parla bene nei nostri confronti, non saremmo più al mondo ma egli dice al Santo, benedetto Egli sia: "Israele professa l'Unità.
L'Angelo Michele rivelò alla Matriarca Sarah, sposa di Abramo, la nascita del figlio Isacco; inoltre, ormai superata, parlò ad Abramo nell'episodio della prova del sacrificio di Isacco.
Nell'esegesi ebraica vi sono più opinioni rabbiniche che si chiedono se l'Angelo che lottò con Giacobbe sia stato Michele o Samael: secondo il testo di El'azar da Worms, quando Dio chiese all'angelo Serafino Michele, capo degli angeli officianti, del perché l'avesse ferito, rispose che ciò avvenne per il bene di Giacobbe stesso e dei suoi discendenti, il popolo d'Israele; quando Giacobbe volle trattenerlo ulteriormente quando stava approssimandosi l'alba ed il momento del cantico che gli angeli rivolgono a Dio, l'Angelo Michele si mise a "gridare" e "piangere", iniziò il cantico dalla Terra, fatte le Benedizioni su Giacobbe e la sua discendenza per sempre; infine, secondo la Volontà divina, l'Angelo Michele chiamò poi l'Angelo Raffaele, Angelo che custodisce la guarigione, per guarire Giacobbe ma secondo altri venne guarito dal sole che stava sorgendo.
 
Michele nell'Islam
 
Il nome di Mika?il o Mikil è citato nel Corano alla sura II, versetto 98; è indicato come di pari rango rispetto a Jibril (Gabriele). Secondo la tradizione, assieme a quest'ultimo, avrebbe provveduto a istruire il profeta Maometto e, secondo un'altra tradizione, sua caratteristica sarebbe quella di non ridere mai.
 
Michele nell'Avventismo 
 
Le Chiese Avventiste identificano Gesù con l'Arcangelo Michele. Da questo punto di vista Michele è il primo e più grande di tutte le creature di Dio, questo, semplicisticamente, è motivato dalla Bibbia che menziona solo un arcangelo per nome, Michele appunto, e dalla Prima lettera ai Tessalonicesi, in cui San Paolo dice riguardo Gesù: «Perché il Signore scenderà dal Cielo con un comando, e con la voce di un Arcangelo».
In quest'ottica, Arcangelo significherebbe capo degli angeli piuttosto che capo angelo, e come questo titolo sarebbe vicino al «Principe» che usa Daniele.
I teologi cristiani, sia cattolici che protestanti, sono concordi nell'identificare, nell'Antico Testamento, l'Angelo del Signore (al singolare) come una prefigurazione del Cristo; quindi una teofania.
 
Michele secondo i Testimoni di Geova
 
Gesù nella sua esistenza preumana era conosciuto anche come la "Parola di Dio", che i Testimoni di Geova interpretano come "il portavoce del padre", e che sia anche in effetti conosciuto come Michele, per il suo unico ruolo di Arcangelo o "Angelo Capo" e di comandante contro Satana; Gesù è anche identificato dai Testimoni di Geova sulla base di alcuni passi biblici con l'arcangelo Michele capo dell'esercito angelico che combatte contro il Demonio e il suo esercito nell'Apocalisse.
 
(note da Wikipedia) 
 
 
 
Antiche Icone con certificati originali URSS
Arte Russa - Icons Russian Antiques